Inchiesta di EcoRadio andata in onda il 2 dicembre 2010, contiene una intervista a Paolo Campanelli, presidente di Sabina Futura.
Ascolta l’inchiesta.
Inchiesta di EcoRadio andata in onda il 2 dicembre 2010, contiene una intervista a Paolo Campanelli, presidente di Sabina Futura.
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L’Unità dell’8 dicembre 2010 dedica ben due pagine di dossier a firma di Luca Del Fra sull’operazione Polo della Logistica di Passo Corese.

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Segue testo.
Basta una variante e via con il cemento sugli scavi della Sabina
Nella zona ci sono importanti reperti e testimonianze archeologiche ma sarà teatro di una delle maggiori speculazioni edilizie del Lazio
Il dossier
LUCA DEL FRA
ROMA
Quaranta ettari di paesaggio lunare, ed è solo l’inizio. Lo scenario agghiacciante si vede anche viaggiando sulla diramazione Salaria nei pressi di Passo Corese, nel Reatino, a pochi chilometri dalla capitale: le ruspe hanno sbancato le verdi colline dove in antico sorgevano gli insediamenti prima dei Sabini e poi dei Romani di cui restano importanti testimonianze archeologiche. È lo spazio dove dovrebbe sorgere un nuovo polo logistico per 10 milioni di metri cubi di costruzioni, su un’area complessiva di 190 ettari. Secondo il Piano territoriale e paesaggistico della Regione Lazio approvato nel 2008 invece farebbe parte del sistema agrario e avrebbe vocazione di parco archeologico. Insomma un bel progetto, che oltre alla terra movimenta pesanti interessi economici, agita l’ombra di poderose speculazioni immobiliari, ed è al centro di roventi polemiche, ricorsi, interrogazioni, denunce da parte della popolazione locale, che si è riunita in una battagliera “Associazione Sabina Futura”, oltre che delle associazioni ambientaliste e delle forze politiche. Il Wwf annuncia una denuncia alla Procura della Repubblica, un finale in tribunale per un film che hanno già chiamato “Il nuovo ratto delle sabine”, non nuovo sul territorio italiano. Proviamo a vederlo insieme.
Il progetto prende corpo alla fine degli anni 90, quando la provincia di Rieti attraversa una pesante recessione: per reagire, il Consorzio per lo sviluppo industriale di Rieti – ente pubblico – mette in campo l’idea della logistica, benché non trattandosi di attività produttiva abbia una scarsa ricaduta sull’occupazione. Il progetto è affidato, senza appalto ma per procedura cosiddetta d’interessamento, al Parco industriale della Sabina (PiS), società per azioni a capitale misto pubblico-privato, formula che consente più agevoli e disinvolte procedure, anche se il pubblico partecipa con uno striminzito 3%.
Una prima versione del progetto è approvata dalla Regione Lazio nel 2004, giunta Storace; tuttavia nel 2008 sotto la giunta Marrazzo viene varato un nuovo Piano territoriale e paesaggistico regionale (Ptpr) che sancisce la zona come agricola a vocazione di parco archeologico. E di motivi ce ne sono in abbondanza: siamo nel cuore della Sabina, una delle culle della civiltà romana, zona di fiorenti insediamenti – se ne contano dieci strati – dove da anni studiano archeologi italiani come Maria Pia Muzzioli e la British School at Rome, tra le più prestigiose al mondo.
Stranamente – si sussurra colpevolmente – nel Ptpr non si fa menzione del progetto del polo logistico, anche se dovrebbe sorgere in una zona dove abbondano siti che nelle mappe della regione risultano d’interesse archeologico. Così si arriva a una bella variante di progetto: l’area dove dovrebbe sorgere il polo è ridotta da 208 a 190 ettari, cresce invece esponenzialmente la zona edificabile: quella industriale da 3,8 a 6,9 milioni di metri cubi, con capannoni che raggiungeranno l’altezza di 15 metri – un palazzo di cinque piani–, cui vanno aggiunti servizi e artigianato, per un totale di 10 milioni di metri cubi, rispetto agli originali 6. Praticamente un raddoppio della cubatura che la Regione approva come «variante di lieve entità» nel 2009. Ed è su questo che Wwf e le altre associazioni puntano per la loro denuncia in procura.
Intanto la Soprintendenza ai beni archeologici compie i rilevamenti con tecniche antiquate e dà il via libera ai lavori in mezzo a furiose polemiche, mentre si sospettano pressioni sui tecnici. Malgrado le interrogazioni dei Radicali in Regione e del Pd in Parlamento, le ruspe entrano in azione a novembre spianando una zona collinare da cui nei giorni di tramontana si giungeva a vedere Roma, e perfino il «cuppolone»: in fondo le autorizzazioni ci sono e «tutto è regolare».
Restano le perplessità su un progetto inizialmente poco redditizio affidato in via “amichevole” a dei privati che si “sacrificano”, e che attraverso una “variante di lieve entità” – quasi il raddoppio della cubatura – si trasforma in appetitoso affare da centinaia di milioni di euro. Certo, potrebbero pure diventare miliardi: basterebbe riconvertire il Polo logistico in zona abitativa, procedura che oltre i finanziamenti europei consente un nuovo aumento di cubatura del 30% (per un totale di 13 milioni di metri cubi) e ben altre cifre di vendita.
Non a caso Giuliano Montagnini, amministratore delegato della Sec che detiene il 48% del PiS, società costruttrice del Polo, nonché presidente del PiS stesso in una recente intervista ha mostrato un notevole interesse per lo housing sociale, in luminosa consonanza con i progetti del piano casa del presidente della Regione Lazio Renata Polverini. I palazzinari romani già scaldano i muscoli.
Molte delle informazioni che riguardano il Polo della Logistica sono contenute in questo sito, quella che segue è una raccolta di link verso alcune informazioni salienti.
Per iniziare, potete scaricate il “libro bianco” sul Polo della Logistica dal sito di Sabina Futura, entrando nella pagina Documenti e scorrendo fino alla voce libro bianco, o direttamente digitando l’indirizzo http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf.
Il libro bianco racconta tutta la storia del Polo, ed è diviso in aree tematiche.
Di seguito un elenco delle aree tematiche con i link agli argomenti, sia sul libro bianco che altrove.
1) Definizione del problema
Volantino con descrizione generale http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/attenti-al-pacco-asi-passo-corese.pdf
Presentazione del problema http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/presentazione-17-11-2007.pdf
Con a pagina 27 una cartina del centro intermodale, del polo industriale e del paese di Passo Corese, alle pagine 40 e 41 le problematiche geologiche, alle pagine da 44 a 48 le foto dell’area, alle pagine da 64 a 70 il dissesto idrogeologico attuale in caso di forte pioggia.
2) Problemi archeologici
Mappe dei siti archeologici e del polo http://www.sabinafutura.it/wp-content/polo-e-5-fonti-A4-jpg-LR.jpg
Libro della British School sull’area http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/the-sabinensis-ager-revisited-ocr.pdf
Conferenza video dell’archeologa Prof.ssa Helga di Giuseppe della British School at Rome http://www.youtube.com/watch?v=O23L83XVY7Y&feature=player_embedded
3) Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio
Tavola B 365. In alto a destra si vedono i siti archeologici dell’area da Passo Corese a Montopoli http://www.regione.lazio.it/web2/contents/ptpr/tavola.php?tavola=B&img=Tavola_B/365_B.jpg
Tavola C 365. In alto a destra c’è la campitura in viola chiaro in diagonale: Area vocata a parco archeologico e culturale, subito sopra Passo Corese: il Polo ci cade dentro per buona parte…
http://www.regione.lazio.it/web2/contents/ptpr/tavola.php?tavola=C&img=Tavola_C/365_C.jpg
4) Il progetto del Polo della logistica
Progetto originale http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/burl-suppl-n1-n14-20-5-2004-ocr.pdf
Variante (BURL 2009) http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/burl-suppl-n61-n15-21-4-2009.pdf
Tra il progetto originale e la variante sembra che la cubatura aumenti da circa 6 milioni a circa 10 milioni di metri cubi. 10 milioni di metri cubi equivalgono al volume di una città di 130.000 persone (Terni + Viterbo) alle porte di Passo Corese.
5) L’informazione che è stata data sul progetto dai costruttori e dall’amministrazione comunale
Il depliant del consorzio (l’unico fino ad ora): prati verdi, gente che gioca e va in bicicletta, non si vede traccia di capannoni se non alla fine. Il progetto è un francobollino nelle ultime pagine http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/brochure-consorzio-asi-completa.pdf
6) Le leggi, le normative culturali e la partecipazione dei cittadini alle scelte decisionali
A pagina 11 del link al libro bianco c’è il Codice dei Beni Culturali e a pagina 17 la valutazione di impatto ambientale. Guardate in basso a pag 17, dove si dice che per piani e opere di grande importanza è prevista la consultazione della popolazione… http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
7) Lo studio di impatto ambientale
Alle pagine 12, 13, 14, 15 e 16 del libro bianco. Guardate, a pagina 12, la lista degli impegni che sono stati presi per salvaguardare la parte archeologica…
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
8) Che tipo di lavoro nel progetto del Polo della Logistica
A pagina 18 del link al libro bianco: il lavoro che arriva e quello che si perde http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
9) E’ possibile uno sviluppo alternativo? Il turismo, l’artigianato e l’agricoltura
Alle pagine 19, 20 e 21 del link al libro bianco: il lavoro che arriva e quello che si perde
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
10) Quali sono le tecnologie più moderne per indagare un’area archeologica?
Alle pagine 23, 24, 25 e 26 le tecniche moderne per indagare un’area archeologica. La spesa per le indagini svolte finora pare che abbia superato i due milioni di euro. La British School at Rome si are offerta di indagare tutta l’area con le prospezioni geofisiche per meno di 200.000 euro… http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
11) Alcune delle ultime proteste e le interrogazioni in Regione Lazio:
Radicali eletti nelle liste del Partito Democratico: http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/4-06028-zamparutti-4-2-2010.pdf
Radicali: http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/155-rossodivita-berardo-23-9-2010-ocr.pdf
Verdi: http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/richiesta-blocco-lavori-verdi-27-10-2010-ocr.pdf
Legambiente Bassa Sabina: http://www.sabinamagazine.it/sabina-attualita/1999-legambiente-bassa-sabina-non-vogliamo-il-polo-logistico.html
12) Come restare informati ed intervenire:
Su Facebook: No alla cementificazione selvaggia della Sabina http://www.facebook.com/profile.php?id=1521066509#!/group.php?gid=127891785320
Su Facebook: Comitato Sabino http://www.facebook.com/profile.php?id=1521066509
Da questa immagine è possibile vedere il Polo della Logistica di Passo Corese in relazione ai vari siti archeologici presenti e al Parco Archeologico indicato dal Piano Territoriale Paesistico Regionale del Lazio (PTPR). Fare clic sulla foto per ingrandire.
È stata pubblicata la versione integrale della conferenza tenuta dalla dott.ssa Helga Di Giuseppe il 30 gennaio 2010 nella Sala Farnese di Poggio Mirteto.
Per sua Eccellenza il Prefetto di Rieti Dott.ssa Chiara Merolla
E p/c
Dott.ssa Giovanna Alvino: Soprintendenza per i Beni Archeologi del Lazio, territorio di Rieti
Prof.ssa Maria Pia Muzzioli: Università di Tor Vergata, Roma
Prof. Alessandro Guidi: Università degli Studi Roma 3
Prof. Vincenzo Fiocchi Nicolai: Università degli Studi di Torvergata; Magnifico rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (PIAC), Accademico dei Lincei
Prof. Giovanni Colonna: Università degli Studi di Roma La Sapienza
Prof. Alessandro Morandi: Università degli Studi di Roma La Sapienza
Dott.ssa Paola Santoro: Direttrice degli scavi in Sabina per l’Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico del CNR.
Dott.ssa Helen Patterson: British School of Rome
Prof. Simon Keay: Southampton University, attualmente responsabile per la sezione archeologica della British School at Rome
Prof. Federico Marazzi: Università Suor Orsola di Napoli
Prof.ssa Elvira Migliario: Università degli studi di Trento
Prof.ssa Mara Sternini: Università degli studi di Grosseto;
Dott. Robert Witcher: University of Durham
Dott. Steve Kay: British School of Rome
E p/c
Organi di stampa
E p/c
WWF nazionale
Italia Nostra nazionale
FAI nazionale
Legambiente nazionale
Gentile Prefetto
Richiediamo ancora una volta la Sua cortese attenzione a proposito del Polo della Logistica di Passo Corese, per sottoporle un importante documento visivo che, riferendosi a quanto già pubblicato, dovrebbe porre fine alle incertezze relative alla presenza o meno di importanti reperti archeologici sull’area in questione, in un periodo in cui la Soprintendenza di zona, per ovvii motivi di riserbo, non può pubblicare i dati relativi a nuovi ipotetici rinvenimenti dell’area ed è sottoposta a continui e pressanti inviti a svincolare l’area, come può evincersi da numerosi articoli apparsi sui quotidiani.
Per riprendere, in estrema sintesi, la questione, su un area di circa 200 ettari, subito a nord di Passo Corese, una decina di anni fa il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Rieti ha progettato, pur conoscendo l’esistenza di studi e presenze archeologiche sull’area, un Polo della Logistica che prevede un devastante sbancamento delle colline (parzialmente già in atto) e la costruzione di edifici industriali per alcuni milioni di metri cubi, accompagnati dalle loro infrastrutture.
Sull’area sono in corso da tempo le indagini della Soprintendenza, che a tutt’oggi ha indagato l’area per circa un terzo della superficie.
Sull’area hanno svolto indagini di ricognizione sia la Prof.ssa Maria Pia Muzzioli (nel 1980) sia un’équipe della British School di Roma (intorno al 2000), trovando nell’area archeologica moltissimi siti archeologici (rinvenendo su 41 campi 25 siti, cinque volte più numerosi rispetto a quelli che la Muzzioli aveva potuto vedere 20 anni prima), come documentato dalle pubblicazioni Forma Italiae Regio IV Volumen II (Leo Olschki Editore, MCMLXXX) e “The Sabinensis Ager Revisited: a field survey in the Sabina Tiberina” (Papers of the British School at Rome, Volume LXX, 2002, pp. 99-149)
Sull’area la Regione Lazio (2007) si è espressa indicandola come vocata a Parco Archeologico, nel suo PTPR (Tavola C20).
La Regione Lazio si è espressa sull’area anche nella Tavola B20, indicando i numerosi siti archeologici puntuali e la loro fascia di rispetto di 100 metri.
Sia il Consorzio che varie Associazioni legate al mondo dell’impresa insistono da tempo perché la Soprintendenza dia il via libera alla costruzione su tutta l’area.
Più volte, da parte degli stessi, (nonostante le indagini siano in corso e quindi non si conoscano ancora i risultati) è stato dichiarato pubblicamente che l’area in questione non contiene nulla di importante dal punto di vista archeologico.
Per dare una ulteriore validità scientifica alle argomentazioni di chi difende l’area dalle nuove costruzioni, ed intendendo sia le colline che il patrimonio Archeologico della Sabina come beni Statali Archeologici e Paesaggistici preziosi, da salvaguardare nell’interesse della comunità e da mettere a disposizione di un eventuale sviluppo dell’area che valorizzi le sue risorse naturali, le Associazioni firmatarie della presente lettera hanno invitato, sabato 30 gennaio 2010, presso la Sala Farnese di Poggio Mirteto, la Dott.ssa Helga Di Giuseppe, (v. curriculum) che lavora attualmente presso l’Associazione Internazionale di Archeologia Classica , a tenere una conferenza sulle indagini di superficie svolte nel 2000 da un’équipe di ricerca della British School at Rome di cui era allora parte.
Durante la conferenza, di cui abbiamo pubblicato sul web in un estratto in due parti, rispettivamente alla pagina web http://www.youtube.com/watch?v=2fnrC_kjPY0 ed alla pagina web http://www.youtube.com/watch?v=Uf4_XF0sIDc, si è evidenziata la presenza di numerose “ville di pregio con mosaici e marmi”, probabili “fattorie” o “ville medio-repubblicane”, di almeno un “luogo di culto” di epoca repubblicana, di un’area di industria litica, di varie aree ancora da indagare e sospette della presenza di altri siti, di “frammenti fittili”, di “strade principali e secondarie”, di “acquedotti sotterranei”, da cui si ricava l’idea che l’area è stata fortemente antropizzata per secoli, verosimilmente seguendo anche lo sviluppo dell’abitato antico di Cures Sabini che si trovava non lontano da questo luogo e che da un’osservazione non superficiale (come nel caso dell’indagine, condotta esclusivamente a livello di superficie attraverso la raccolta di frammenti, della British School), ma condotta con la dovuta calma e con mezzi come le prospezioni geofisiche (economiche e veloci) si potrà sicuramente ricavare un quadro della zona che potrà far luce sui modi della vita Romana in campagna nei secoli nei periodi in questione e riportare alla disponibilità della comunità Statale il patrimonio Archeologico dell’Area.
La Dott.ssa Di Giuseppe ha un curriculum scientifico di primaria importanza , come potrà osservare dal link che segue:
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/curriculum-helga-di-giuseppe.pdf
Il testo integrale della conferenza del 30-01-2010 è alla pagina
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/testo-conferenza-helga-di-giuseppe-poggio-mirteto.pdf
Lo studio originale della British School of Rome è scaricabile alla pagina
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/the-sabinensis-ager-revisited-ocr.pdf
Convinti che lo sviluppo non passi attraverso la distruzione del patrimonio pubblico di un’area, vorremmo chiederLe di aiutarci nella difesa di questi beni pubblici Statali, nell’interesse di tutta la popolazione Reatina ed Italiana, considerando che la zona in questione è quella del ratto delle Sabine e che ha dato i natali a ben due Re di Roma, con una fama che si estende ben al di là del nostro paese.
Alleghiamo una mappa abbastanza ben approssimata della zona, ottenuta sovrapponendo il profilo dell’intervento industriale (in nero) alla mappa aerea della zona e alle indicazioni di alcuni dei siti archeologici, in giallo ( i numeri si riferiscono rispettivamente allo studio citato della Prof. Muzzioli M… ed allo studio citato della British School at Rome …).
Le ruspe sono attualmente subito a sud della linea che va dal sito “M72” al sito “33”, un’asse stradale antico che, come è evidenziato dalla mappa, contiene ai suoi lati numerose presenze archeologiche, a distanza ravvicinata.
Già soltanto rispettando le fasce di rispetto di 100 metri tra un sito ed un altro, non si vede come sarebbe possibile oltrepassare l’antica strada.
Cordiali saluti
Legambiente Bassa Sabina
Arci Poggio Mirteto
Associazione Germogli
Associazione Amici del Museo Ercole Nardi
Associazione Sabina Futura
Associazione Sabina Radicale
Associazione Post Tribù

Mappa della zona
Pubblichiamo un estratto della conferenza tenuta dalla dott.ssa Helga Di Giuseppe il 30 gennaio 2010 nella Sala Farnese di Poggio Mirteto.
La conferenza dal titolo “L’area archeologica di Cures Sabini” riveste una grande importanza dal momento che presenta “The Sabinensis Ager Revisited”, pubblicazione del 2002 della British School of Rome che riporta l’esito della ricognizione, finanziata dalla British Academy sulla porzione di area di Cures Sabini che coincide attualmente a quella interessata da un progetto di sbancamento delle colline per la realizzazione di un Polo della Logistica a cura del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti che ha affidato l’intera operazione immobiliare ad un SpA per il 97% a capitale privato.
La ricognizione è stata effettuata nel 2000 da una équipe di ricerca composta da cinque archeologi italiani e inglesi, tra cui John Williams, Steve Keay esperti ricognitori, Robert Witcher esperto in sistemi GIS, Marta Sansoni e Helga Di Giuseppe medesima esperte in materiale ceramico preromano, romano e tardoantico. Inoltre si è avvalsa della competenza di Andrea Schiappelli e Daria Ruggeri per l’identificazione dell’industria litica.
La conferenza è stata organizzata dalla Associazione Culturale Amici del Museo di Poggio Mirteto nell’ambito degli “Incontri del Sabato”.
Curriculum di Helga Di Giuseppe (PDF, 278 KB)
Pubblicazione The Sabinensis Ager Revisited, Papers of British School at Rome, n. 70, 2002 (PDF, 18 MB)
Testo integrale della conferenza della dott.ssa Helga Di Giuseppe (PDF, 139 KB)
Slide della conferenza (PDF, 28,4 MB)
Estratto della conferenza
Durante la Festa del Picchio, intorno alle 20.00, c’è stato un evento a sorpresa: Pasquale Panella ci ha regalato un bellissimo intervento in video realizzato per l’occasione. L’artista romano ha riscritto e letto per noi il discorso che Capo Seath (Capo Seattle) tenne all’Assemblea Tribale dei Suquamish nel 1854 a seguito dell’offerta ricevuta dal Presidente degli Stati Uniti di acquistare le terre dove vivevano in cambio dello spostamento in una riserva. Non si sa se tale discorso fu mai tenuto o meno, siamo certi però che se si tenne ebbe la stessa forza evocativa che Pasquale Panella ha reso con la sua splendida versione. Grazie Pasquale da tutti noi per il grande dono che ci hai voluto regalare.
Panella, oltre a scrivere e interpretare monologhi, ha pubblicato in forma di romanzo, di racconti e di poesie. Ha scritto testi per la voce e la musica di Anna Oxa, Zucchero Fornaciari, Lucio Battisti, Gianni Morandi, Valeria Rossi, Mina, Amedeo Minghi, Mietta, Riccardo Fogli, Sergio Cammariere, Massimo Ranieri, Nicky Nicolai, New Perigeo, Premiata Forneria Marconi, eccetera…
È autore della versione italiana dell’opera musicale “Notre Dame de Paris”.
È autore del copione, del libretto e dei testi dell’opera musicale “Giulietta e Romeo”.

Il Picchio Verde è il marchio dell’associazione Sabina Futura. Questo bellissimo uccello abita la Sabina sin dalle origini della civiltà, quando era considerato un animale sacro. Grazie al picchio (picus) gli antichi sabini, attraverso la cerimonia del Ver Sacrum, si spinsero verso est originando il popolo dei Piceni.
Sabina Futura, adottando il picchio, vuole contribuire a difendere e promuovere la Sabina, una civiltà e un territorio a rischio di estinzione, ma che può ancora salvarsi dalle aggressioni in atto. Questa festa, a compimento del primo anno di vita dell’associazione, vuole essere una festa di civiltà, di impegno, di dialogo e di divertimento.
La festa si svolge ai piedi della bellissima area collinare, ricca di paesaggio, natura e beni archeologici, che il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti vorrebbe cancellare per far posto ad un’area industriale, il cui progetto è ritenuto distruttivo. La scelta del luogo, ovviamente, non è casuale.
L’associazione Sabina Futura, insieme al picchio, all’istrice, all’upupa, alle lucciole (sì, proprio loro, gli insetti luminosi!) e agli altri abitanti visibili e invisibili delle colline, invita tutti gli interessati a partecipare numerosi per trascorrere insieme una piacevole giornata di festa.
FESTA DEL PICCHIO: TRA DIVERTIMENTO E IMPEGNO
Prima edizione domenica 8 giugno 2008
Programma
h. 16.00 Cibo perduto
Concezio Centini – Laboratorio sensoriale
h. 17.00 Storia di una azienda olivicola
Mariacostanza Ferrini – Dall’idea di filiera tonda all’olivicoltura sociale
h. 18.00 Libro d’Arte ed Arte del Libro
Silvana Amato – Edizioni Almenodue
h. 18.30 Un carattere sabino
Mauro Zennaro – Dalla penna di Gregorio da Catino al computer
h. 19.00 MetticiLaTesta e La strada di Alice
Giovanna Corsetti, Roberta Marcucci Rizzelli e Stefano Rizzelli – L’educazione stradale per grandi e piccini
con la partecipazione straordinaria della piccola Alice
h. 21.00 Canto a braccio in ottava rima
Paolo Santini – maestro poeta cantore
h. 21.30 Concerto
Giandomenico Anellino – chitarra
Una chitarra d’autore – Concerto per la Sabina
Sono previsti inoltre interventi dell’associazione Sabina Futura e di altre associazioni attive sul territorio, proiezioni e sorprese per grandi e piccoli.
L’evento si svolge appena fuori l’abitato di Passo Corese presso il nuovo centro pastorale parrocchiale, sulla S.R. 313, in direzione Poggio Mirteto dopo la rotatoria sul cavalcavia che porta alla stazione.
Dal sito dell’associazione è possibile accedere ad una mappa utile per raggiungere a piedi il luogo dell’evento dalla stazione della FR1 di Fara in Sabina.
L’ingresso è libero. L’associazione offrirà da mangiare e da bere.
Associazione Sabina Futura
www.sabinafutura.it
Brevi note sui partecipanti:
Concezio Centini, fornaio, pasticcere, gelatiere e cioccolatiere dalle doti originalissime e difficilmente riassumibili, coniuga saperi antichi a orizzonti gastronomici e filosofici non ancora immaginati, miscelando il tutto con la fisica, la biologia e la fisiologia. La sua cucina si fa arte e avanguardia, anche performance, che sfociano nella eat-art e in fluxus. Per renderne la complessa e unica poliedricità è bene sapere che si diletta ai massimi livelli anche come barman, pizzaiolo, cuoco, bracciante agricolo, pescatore, con le cucine tribali, le diverse interpretazioni dell’antica cucina romana, l’evoluzione mediterranea post-colombiana, il catering e la banchettistica per ogni ordine professionale, ed è specializzato per congressi di nutrizione e cerimonie che non si potranno più dimenticare.
Mariacostanza Ferrini, titolare di un’azienda biologica di 7 ettari che ospita spesso esibizioni d’arte, eventi culturali e progetti sociali, presidente dell’associazione culturale internazionale All’Ombra del Mediterraneo con sede a Perugia e nel direttivo di AIAB Umbria, è anche una autorevolissima esperta di letteratura contemporanea e cultura del Mediterraneo.
Silvana Amato, immagina, progetta e pubblica preziosi e rari libri d’arte con la sua casa editrice “Edizioni Almenodue” ed è docente del corso di Grafica presso la facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” dell’Università di Roma “La Sapienza” e del corso di Progettazione del libro d’arte nell’ambito della laurea specialistica presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone.
Mauro Zennaro, esperto di caratteri e scritture, nonché apprezzato grafico e fine calligrafo, è autore di progetti grafici e tipografici per diverse Istituzioni pubbliche e private. Insegna Progettazione grafica presso l’Istituto statale d’istruzione superiore Carlo Urbani di Roma e presso l’Università per Stranieri di Perugia. È tra i fondatori della rivista Calligrafia e nel comitato di redazione della collana di libri sulla grafica Scritture, pubblicata da Stampa Alternativa/Graffiti. Suoi lavori manoscritti e a stampa sono stati esposti in numerosi musei e biblioteche in Europa e negli Stati Uniti.
Giovanna Corsetti, Videogiornalista, ha collaborato con diverse testate giornalistiche della rai Radio Televisione Italiana, in particolare con Mixer di Giovanni Minoli, con cui oggi lavora per la “Storia siamo Noi” su RAI Educational ed ha collaborato e collabora con “Report”, di Milena Gabanelli, per RAI Tre. Produttrice e socio fondatore della Little Duck srl, ha realizzazato campagne, tra cui “MetticiLaTesta”, sulla sicurezza stradale e progetti incentrati sul sociale e sul ruolo operativo e concreto dell’informazione del servizio pubblico italiano.
Stefano Rizzelli, padre di Alice
Autore di programmi e format televisivi, collabora dagli anni ’80, con numerose strutture della RAI Radio Televisione Italiana. Ha ideato e collaborato, in qualità di autore e capo redattore, a programmi di informazione ed intrattenimento di grande successo tra cui Mixer, Misteri, Enigma e Spedizioni.
Alice Rizzelli, anni 6, agente segreto dei Ris
Ama la cioccolata, ma solo fondente, il tonno, le noccioline, la pizza, il gelato e i Cesaroni. Protagonista della miniserie sulla sicurezza stradale “La strada di Alice”, Alice, è un’attrice nata, generosa e spontanea e il meglio sa darlo sul set e fuori con interpretazioni convincenti al punto da fare sempre come dice lei. Mamma e papà non comandano niente, ma ancora non lo hanno capito bene.
Roberta Marcucci Rizzelli, detta rizzellessa, mamma di Alice
Ministro delle finanze, comanda su tutti, tranne Alice.
Paolo Santini, è uno dei massimi esponenti dell’arte del canto a braccio in ottava rima, ha ottenuto grandi apprezzamenti e riconoscimenti tutte le volte che si è esibito in ogni parte d’Italia, facendo apprezzare ovunque questa millenaria tradizione ancora radicata nell’alta Sabina, a tal punto da oscurare la fama dei cantori toscani.
Giandomenico Anellino, presenza fissa nel programma televisivo TG2 Dossier Storie, ineguagliabile virtuoso della chitarra, è coordinatore dell’Orchestra Sinfonica Terzo Millennio diretta dal Maestro Renato Serio ed ha collaborato con Amedeo Minghi, Renato Zero, Claudio Baglioni, Adriano Celentano, Riccardo Cocciante, Gilbert Becaud, Massimo Ranieri e molti altri. Ha inoltre registrato con l’Orchestra Sinfonica Aurora “Notre Dame de Paris” il grande successo di Riccardo Cocciante con dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo. E’ autore e arrangiatore inoltre di numerose colonne sonore per la TV, il cinema e il teatro.