È stata pubblicata la versione integrale della conferenza tenuta dalla dott.ssa Helga Di Giuseppe il 30 gennaio 2010 nella Sala Farnese di Poggio Mirteto.
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Conferenza della dott.ssa Helga Di Giuseppe, versione integrale
giovedì, 4 febbraio 2010L’area archeologica di Cures Sabini, conferenza di Helga Di Giuseppe
martedì, 2 febbraio 2010Pubblichiamo un estratto della conferenza tenuta dalla dott.ssa Helga Di Giuseppe il 30 gennaio 2010 nella Sala Farnese di Poggio Mirteto.
La conferenza dal titolo “L’area archeologica di Cures Sabini” riveste una grande importanza dal momento che presenta “The Sabinensis Ager Revisited”, pubblicazione del 2002 della British School of Rome che riporta l’esito della ricognizione, finanziata dalla British Academy sulla porzione di area di Cures Sabini che coincide attualmente a quella interessata da un progetto di sbancamento delle colline per la realizzazione di un Polo della Logistica a cura del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti che ha affidato l’intera operazione immobiliare ad un SpA per il 97% a capitale privato.
La ricognizione è stata effettuata nel 2000 da una équipe di ricerca composta da cinque archeologi italiani e inglesi, tra cui John Williams, Steve Keay esperti ricognitori, Robert Witcher esperto in sistemi GIS, Marta Sansoni e Helga Di Giuseppe medesima esperte in materiale ceramico preromano, romano e tardoantico. Inoltre si è avvalsa della competenza di Andrea Schiappelli e Daria Ruggeri per l’identificazione dell’industria litica.
La conferenza è stata organizzata dalla Associazione Culturale Amici del Museo di Poggio Mirteto nell’ambito degli “Incontri del Sabato”.
Curriculum di Helga Di Giuseppe (PDF, 278 KB)
Pubblicazione The Sabinensis Ager Revisited, Papers of British School at Rome, n. 70, 2002 (PDF, 18 MB)
Testo integrale della conferenza della dott.ssa Helga Di Giuseppe (PDF, 139 KB)
Slide della conferenza (PDF, 28,4 MB)
Estratto della conferenza
Pasquale Panella riscrive e legge il discorso di Capo Seath per la Festa del Picchio
martedì, 17 giugno 2008
Durante la Festa del Picchio, intorno alle 20.00, c’è stato un evento a sorpresa: Pasquale Panella ci ha regalato un bellissimo intervento in video realizzato per l’occasione. L’artista romano ha riscritto e letto per noi il discorso che Capo Seath (Capo Seattle) tenne all’Assemblea Tribale dei Suquamish nel 1854 a seguito dell’offerta ricevuta dal Presidente degli Stati Uniti di acquistare le terre dove vivevano in cambio dello spostamento in una riserva. Non si sa se tale discorso fu mai tenuto o meno, siamo certi però che se si tenne ebbe la stessa forza evocativa che Pasquale Panella ha reso con la sua splendida versione. Grazie Pasquale da tutti noi per il grande dono che ci hai voluto regalare.
Panella, oltre a scrivere e interpretare monologhi, ha pubblicato in forma di romanzo, di racconti e di poesie. Ha scritto testi per la voce e la musica di Anna Oxa, Zucchero Fornaciari, Lucio Battisti, Gianni Morandi, Valeria Rossi, Mina, Amedeo Minghi, Mietta, Riccardo Fogli, Sergio Cammariere, Massimo Ranieri, Nicky Nicolai, New Perigeo, Premiata Forneria Marconi, eccetera…
È autore della versione italiana dell’opera musicale “Notre Dame de Paris”.
È autore del copione, del libretto e dei testi dell’opera musicale “Giulietta e Romeo”.
Attenti al pacco! La vera storia dell’area industriale di Passo Corese
lunedì, 2 giugno 2008Abbiamo iniziato la distribuzione di 5.000 opuscoli informativi che vogliono far luce sull’area industriale di Passo Corese: dal Piano Regolatore iniziale all’attuale progetto definitivo, che contestiamo. L’opuscolo si dipana mano a mano che lo si legge, sino ad arrivare ad una mappa dettagliata del progetto in formato A3, di modo che ciascuno possa farsi una propria idea in merito.
Puoi scaricare qui l’opuscolo in formato digitale (PDF, 8,4 MB). Segue il testo.
ATTENTI AL PACCO!
La vera storia dell’area industriale di Passo Corese
La vicenda relativa alla realizzazione del nucleo industriale di Passo Corese (chiamato anche ASI) è iniziata nel 2000 quando il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti ha adottato un nuovo Piano Regolatore Consortile che è poi stato approvato dalla Regione Lazio il 25-2-2004. L’area interessata ha una superficie di 200 ettari, grande più di tre volte Passo Corese, e si sviluppa lungo la S.R. 313 per Poggio Mirteto, tra il Polo Didattico e Ponticchio.
Il Consorzio ha affidato ad un gruppo di imprese tutta l’operazione tecnica, economica e immobiliare del nascente agglomerato industriale, dalla progettazione alla realizzazione dell’intero insediamento fino alla cessione dei lotti per 99 anni.
Questo gruppo di imprese ha costituito una società denominata Parco Industriale della Sabina S.p.A., alla quale partecipano con una percentuale dell’1% ciascuna: il Comune di Fara in Sabina, la Provincia di Rieti e lo stesso Consorzio. Questa società è composta quindi per il 97% da privati e (solamente!) per il 3% da Enti pubblici…
Il progetto per il nuovo agglomerato, realizzato dal Parco Industriale, è stato poi approvato dal Consiglio di Amministrazione dello stesso Consorzio in data 7-3-2008, avviando così la procedura espropriativa.
Ma cosa prevedeva esattamente il Piano Regolatore? E cosa è stato poi effettivamente riportato nel progetto definitivo del nuovo agglomerato?
In generale un Piano Regolatore viene redatto da un Ente pubblico che, sgombro da interessi privati, fissa i parametri e vincoli a cui bisogna attenersi per sviluppare qualsiasi progetto. Nel caso particolare del Piano Regolatore Consortile per l’insediamento industriale di Passo Corese gli autori avevano previsto, oltre alle opere di urbanizzazione, una serie di soluzioni tali da ridurre l’impatto sul territorio e le ricadute sulla popolazione, avevano determinato prescrizioni di vario genere ed imposto vincoli di inedificabilità legati a problematiche del territorio.
Mettiamo ora a confronto le opere più significative previste nel Piano Regolatore con quelle del progetto che il Parco Industriale della Sabina S.p.A. vorrebbe realizzare a Passo Corese.
QUELLO CHE SI SAREBBE DOVUTO FARE
- Collegamento ferroviario tra l’ASI e la stazione di Passo Corese per ridurre l’impatto del traffico dei TIR sulla rete stradale esistente
- Collegamento stradale tra la S.S. 4 dir e la S.R. 313
- Svincoli a due livelli sulla S.R. 313 (uno presso il cavalcavia esistente della stazione, l’altro sul curvone di Ponticchio) per rendere il traffico più scorrevole
- Viabilità interna all’ASI con aiuola spartitraffico alberata larga 50 metri per separare i due sensi di marcia, attrezzata a verde pubblico e parcheggi
- Interramento dell’elettrodotto aereo per ridurre i suoi effetti nocivi sulla salute, dovuti all’inquinamento elettromagnetico
- Fascia perimetrale di rispetto lungo tutto il limite dell’ASI per ridurre l’impatto sulle aree confinanti (scuole e abitazioni)
- Rispetto dei vincoli di inedificabilità e le prescrizioni di carattere idrogeologico
QUELLO CHE VORREBBERO FARE
- Nessun collegamento ferroviario, tutto il traffico sarà su gomma e sulle strade esistenti
- Collegamento stradale tra la S.S. 4 dir e la S.R. 313 (vedi retro – per quest’opera è in corso il bando di gara per la realizzazione)
- Una rotatoria sulla S.R. 313 (presso il cavalcavia della stazione) che provocherà seri intasamenti del traffico, dal momento che sarà percorsa da tutti i TIR dell’ASI, dagli allievi e docenti del polo didattico e della scuola materna parrocchiale, dai cittadini di Ponte Sfondato, Montopoli ecc. e dai residenti delle nuove aree di espansione di Passo Corese (Colle della Felce, zona Campo Sportivo ecc.). Tutto questo ulteriormente aggravato dalla realizzazione di un secondo incrocio con rotatoria sulla S.R. 313 (nei pressi del distributore Q8 – vedi retro)
- Strade interne all’ASI senza spartitraffico attrezzato a verde, senza marciapiedi e a fondo cieco, cioè senza sbocco (normalmente le strade senza uscita vengono scartate dalle scelte urbanistiche delle Amministrazioni, per evitare i noti fenomeni di degrado sociale di cui spesso sono teatro)
- Nessuna previsione di interramento né di spostamento dell’elettrodotto aereo
- Nessuna fascia di rispetto perimetrale, prevista a salvaguardia delle zone confinanti
- Edificazione nelle aree in cui il Piano Regolatore approvato dalla Regione prevedeva vincoli di inedificabilità
- Un campo pozzi a servizio dell’ASI tra via Grotte di Torri e via Cavalli (Grottaglie – vedi retro) con un prelievo giornaliero di circa 1.300.000 litri d’acqua, cioè l’equivalente del fabbisogno idrico giornaliero necessario a circa 26.000 abitanti (calcolando 50 litri pro capite al giorno). Questo prelievo d’acqua metterà in pericolo di secca i pozzi delle abitazioni del territorio
- Un incremento della superficie edificabile di 270.000 metri quadrati pari a ulteriori 135.000 metri quadrati di fabbricati, rispetto ai parametri del Piano Regolatore Consortile vigente.
COSA GUADAGNAMO
- Posti di lavoro (non quantificabili, in quanto nei documenti e nelle varie dichiarazioni rilasciate si ritrovano numeri tra loro molto discordanti) in attività di carico e scarico merci
- Colline completamente sbancate per far posto a mega-piazzali (anche di 7 ettari) completamente asfaltati, senza spazi verdi
- Movimentazione di oltre 6.000.000 di metri cubi di terra (pari a una colonna di 150.000 camion lunga 3.600 chilometri), che per essere resa idonea alla realizzazione di strade e piazzali asfaltati dovrà essere mescolata con circa 1.500.000 quintali di calce
- Chilometri di scarpate gigantesche con altezze fino a 20-25 metri (come palazzi di 7-8 piani) e che per decenni rimarranno prive di vegetazione, alcune delle quali inoltre formeranno veri e propri sbarramenti agli impluvi, precludendo così il deflusso delle acque provenienti dalle zone circostanti
- Costruzione di 6.000.000 di metri cubi di capannoni alti 15 metri, come palazzi di 5 piani, (l’abitato di Passo Corese conta circa 1.500.000 metri cubi di costruito)
- Polo didattico e centro pastorale parrocchiale completamente incastrati fra i lotti dell’ASI e senza la minima possibilità di ampliamento futuro
COSA PERDIAMO
- Circa 70 posti di lavoro certi nell’agricoltura, oltre l’indotto
- 1.400 ulivi, 3.000 viti e 3.000 alberi da frutto
- 100 ettari di coltivazione a foraggio
- 100 ettari di coltivazione a grano
- 140 quintali di olio l’anno
- 900 quintali di uva l’anno
- 1.500 quintali di frutta l’anno
- 3.300 quintali di grano l’anno
- 120 capi di bestiame l’anno
- Qualità della vita: fauna, flora, aria pulita, silenzio, paesaggio
- Beni archeologici e storici
La realizzazione di una zona industriale in collina, adiacente al centro abitato di Passo Corese e vicina alla stazione metropolitana extraurbana di Roma, lascia assai perplessi, ma ancor di più sconvolge il modo in cui il progetto per questo nuovo agglomerato industriale è stato pensato, progettato e approvato.
La preoccupazione aumenta leggendo il protocollo d’intesa che la Regione Lazio, la città di Roma, le cinque Province del Lazio e le Ferrovie hanno sottoscritto il 14 febbraio del 2006. Si è deciso infatti di realizzare a partire dal 2011, tra la stazione di Passo Corese e il Tevere, un gigantesco centro intermodale (per ulteriori 200 ettari) dove verrà spostato da Roma lo Scalo merci San Lorenzo. In questo modo tutte le merci via ferrovia destinate a Roma si attesteranno a Passo Corese, verranno scaricate e caricate su camion e TIR alla volta della capitale. Viceversa le merci che usciranno da Roma viaggeranno tutte su gomma alla volta di Passo Corese, dove verranno smistate verso le varie direttrici (Orte, Fiumicino e Frosinone).
Cosa diventerà Passo Corese… che è la porta naturale della Sabina?
Non dimentichiamoci che “non abbiamo ereditato il territorio dai nostri padri, ma l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli”.
L’Associazione Sabina Futura ritiene che questo progetto così come redatto dal Parco Industriale della Sabina S.p.A., forse risponde alle leggi della macroeconomia, ma di certo delude profondamente le attese e le aspettative dei Sabini “doc” e di tutti coloro che hanno scelto questo territorio quale luogo di dimora per l’indiscussa qualità della vita.
Il proverbio dice che “chi tace acconsente”…, quindi se non condividi questo progetto e pensi che i cittadini di Fara in Sabina e dei Comuni limitrofi meritino di meglio, firma la petizione per chiedere che il progetto per il nuovo nucleo industriale di Passo Corese, se deve essere fatto, risponda meglio alla vocazione naturale del territorio e sia migliorato prestando maggiore attenzione alla salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente, alla riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico, alla viabilità, ai problemi del traffico e alla valorizzazione dei numerosi beni archeologici presenti nell’area.
Ironia della sorte, proprio in merito alla salvaguardia del patrimonio agricolo e alla valorizzazione dei beni archeologici, la Regione Lazio ha indicato nel Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) appena pubblicato, quest’area come sistema agrario a carattere permanente e vocata a parco archeologico, fissando vincoli di rispetto di 100 metri su tutti i numerosi siti archeologici ivi contenuti. Tutto questo in forte contrasto con quanto vorrebbe fare il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti.
SE VUOI OPPORTI AL PROGETTO INSIEME A NOI, PUOI
- Apporre la tua firma sui moduli predisposti che troverai sul territorio presso esercizi commerciali, concittadini, associati ecc.
- Inviare dal tuo cellulare un messaggio sms al n. 3202043040 contenente il testo 317 seguito dal tuo nome e cognome, ad es. 317 Maria Rossi
- Consultare il sito www.sabinafutura.it e aderire alla petizione telematica
- Venirci a trovare alla Festa del Picchio: tra divertimento e impegno, domenica 8 giugno, dalle 16.00 fino a tarda sera, presso il centro pastorale parrocchiale tra le due rotatorie sulla S.R. 313 (vedi retro)
Associazione Sabina Futura
www.sabinafutura.it
Passo Corese – maggio 2008
Cronologia del nucleo industriale di Fara in Sabina a Passo Corese
sabato, 24 maggio 2008Le foto delle discariche
domenica, 23 marzo 2008Ecco la mappa delle discariche abusive di Fara in Sabina
venerdì, 21 marzo 2008Sabina Futura su Rete Oro
mercoledì, 28 novembre 2007Il presidente dell’Associazione Sabina Futura Paolo Campanelli è stato intervistato da Roberta Annecchini per il TG Rieti di Rete Oro andato in onda questa sera alle 19.45. Qui si può vedere il servizio.
Avviato il procedimento di approvazione del progetto definitivo e il deposito degli atti
venerdì, 23 novembre 2007Con un avviso pubblicato su Il Messaggero di ieri il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti ha dato l’avvio al procedimento e al deposito degli atti ai sensi dell’art. 16 D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, questo l’incipit:
Il responsabile del procedimento
premesso che il numero dei destinatari del presente avviso è superiore a cinquanta e, quindi, ai sensi del comma 5 dell’art. 16 del DPR 8 giugno 2001, n. 327 e successive modifiche, si procederà nelle forme di comunicazione di cui all’art. 11, comma 2, di detto DPR;
AVVISA
- l’avvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo “Opere di urbanizzazione del Nuovo agglomerato Industriale di Passo Corese” da parte del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti, unitamente al deposito degli atti ai sensi dell’articolo 16, comma 4, del DPR 8 giugno 2001, n. 327 e successive modifiche;
- con l’approvazione del progetto definitivo, equivalente a dichiarazione di pubblica utilità delle opere sopra richiamate, si avvierà la procedura espropriativa dei terreni necessari per la realizzazione delle opere stesse;
- responsabile del procedimento è il Geom. Angelo Lanaro;
- tutti gli atti relativi al progetto, unitamente ad una relazione descrittiva dell’opera, ai nulla osta, alle autorizzazioni e agli atti di assenso acquisiti, sono consultabili presso il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti, Via dell’Elettronica s.n.c. – RIETI, dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,00;
- ai sensi dell’articolo 16, comma 10, del DPR 8 giugno 2001, n. 327 e successive modifiche, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso, i soggetti interessati possono formulare le proprie osservazioni (idonee memorie scritte e documenti), indirizzandole in forma scritta a mezzo raccomandata A/R al “Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti – Via dell’Elettronica s.n.c. – 02100 Rieti”. Le osservazioni pervenute verranno valutate da questo Ente;
- qualora gli intestatari catastali sotto indicati non siano più proprietari dell’immobile in questione sono tenuti a comunicare a codesto Consorzio entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso, indicando altresì, ove ne siano a conoscenza, il nuovo proprietario comunque sono tenuti a fornire copia degli atti in Loro possesso utili a ricostruire i trasferimenti di proprietà del bene;
- ai sensi dell’articolo 16, comma 11, del DPR 8 giugno 2001, n. 327 e successive modifiche, è facoltà dei soggetti interessati richiedere che l’espropriazione riguardi anche le frazioni residue del bene;
Di seguito si trascrivono i proprietari interessati, secondo le risultanze catastali:
ELENCO DITTE CATASTALI INTERESSATE DAL PROGETTO
—- segue elenco di tutti i proprietari espropriandi con i dettagli delle particelle catastali —-
Scarica l’avviso pubblicato su Il Messaggero del 22 novembre 2007.
Sabina Futura, filodiretto con Marrazzo
giovedì, 22 novembre 2007Stamattina il presidente di Sabina Futura Paolo Campanelli è intervenuto al filodiretto con il governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo sulle frequenze di Radio Radio. La trasmissione, in onda ogni giovedì mattina alle 11.00, è condotta da Ilario Di Giovambattista insieme a Francesco Vergovich e Claudia Cattani. Qui è possibile riascoltare l’intervento telefonico e la risposta di Marrazzo.


