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Un minuscolo riquadrino sul Sole 24 Ore all’origine dell’operazione del Polo della Logistica di Passo Corese

domenica, 15 maggio 2011

Era il 4 dicembre del 2001, quando il Consorzio Industriale pubblicava sul Sole 24 ore un riquadrino di avviso di selezione per manifestazione di interesse. Le manifestazioni di interesse dovevano pervenire entro le ore 12 del 4 gennaio 2002. Dalle manifestazioni pervenute il Consorzio ha poi proceduto (impiegandoci circa due anni) a selezionare un gruppo di imprese a cui ha affidato l’operazione attraverso una convenzione stipulata in data 29 ottobre 2003. Nella convenzione l’operazione fu affidata quindi a una ATI (associazione temporanea di imprese) composta dalla Imac – Immobiliare Maccaferri SpA (capogruppo), dalla Adanti SpA e dalla Infrastrutture Sabine Scarl, quest’ultima costituita il 29 gennaio 2003, un anno dopo quindi la scadenza del termine di selezione per manifestazione di interesse. Questa ATI fu poi trasformata nella Parco Industriale della Sabina SpA, costituita il 14 settembre 2004. Ecco infatti l’elenco delle società e egli enti che compongono la Parco Industriale della Sabina SpA:

  • Seci Real Estate SpA (44% del capitale sociale) [ex Imac Immobiliare Maccaferri SpA]
  • Adanti SpA (5% del capitale sociale)
  • Infrastrutture Sabine – Società Consortile a r.l. (48% del capitale sociale)
  • Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti (1% del capitale sociale)
  • Provincia di Rieti (1% del capitale sociale)
  • Comune di Fara in Sabina (1% del capitale sociale)

Il 25 ottobre del 2004 viene poi costituita la Corese Costruzioni Srl costituita per il 51% dalla Adanti SpA e per il 49% dalla Infrastrutture Sabine – Società Consortile a r.l.

Dettaglio inserzione avviso di manifestazione di interesse

Dettaglio inserzione avviso di manifestazione di interesse

Scarica la pagina intera contenente l’inserzione di avviso di selezione per manifestazione di interesse del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti pubblicata sul Sole 24 Ore del 4 dicembre 2001 (PDF, 3,9 MB).

Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti e un illecito da 3 milioni di euro

sabato, 30 aprile 2011

Ieri, durante la conferenza stampa di presentazione della lista civica Fara Virtuosa, che sostiene la candidatura a sindaco di Paolo Campanelli, è stata data lettura del paragrafo “3.5 – Frodi e illeciti nella gestione di contributi nazionali e comunitari” relativo alla relazione del Procuratore Regionale del Lazio Pasquale Iannantuono (pag. 40-41), per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 (Corte dei Conti, adunanza del 2 marzo 2011). Il paragrafo in questione è il seguente:

«Altra vicenda di indebita erogazione di fondi provenienti sia da enti pubblici nazionali – Stato e Regione – che dall’Unione europea è quella che vede il coinvolgimento del Consorzio per il Nucleo di industrializzazione di Rieti/Cittaducale. Detto soggetto pubblico ha fraudolentemente presentato una falsa documentazione attestante, anche mediante la cessione delle aree destinate alla localizzazione del Nucleo, la partecipazione dei privati in ragione almeno del 20% della spesa complessiva del progetto. Costituendo questa partecipazione un requisito fondamentale per il cofinanziamento nazionale e comunitario, in tal modo il Consorzio si è reso indebito percettore di fondi pubblici per oltre 5,823 miliardi delle vecchie lire, che non sono mai stati restituiti e che risultano distratti dalle finalità istituzionali per ignota destinazione

Non ne siamo stupiti: le associazioni e i comitati che compongono Fara Virtuosa stanno denunciando da anni le illegalità, manifeste e diffuse, che hanno portato allo scempio del territorio di Fara in Sabina perpetrate, guarda caso, proprio dal Consorzio, con il benestare della Regione Lazio e la complicità della destra e sinistra locale e provinciale, per l’operazione di speculazione immobiliare da dieci milioni di metri cubi di cemento denominata Polo della Logistica. Sappiamo ora, direttamente dalle procure, che i signori del Consorzio, durante la loro fulgida e ricca carriera, si sono dilettati in frodi da milioni di euro. Mandiamoli a casa subito, e ripristiniamo la legalità nella nostra provincia e in particolare qui a Fara, dove una sola lista ha il coraggio di opporsi a questo malaffare: Fara Virtuosa.

La relazione del Procuratore Regionale è scaricabile dal sito della Corte dei Conti.

Per S.E. il Prefetto di Rieti: Dieci domande sul polo della logistica

mercoledì, 20 aprile 2011

Gentile Prefetto, notevolmente preoccupati per ciò che sembra un lungo vuoto di rappresentanza Statale nell’area archeologica relativa al Polo della Logistica di Passo Corese, Le chiediamo:

1) Perché la dottoressa Alvino, responsabile dell’area per la Soprintendenza, dal 15 Dicembre è stata esonerata dall’incarico? E’possibile che la sua accortezza nelle indagini archeologiche e la lunghezza dei tempi che ciò implica abbiano ostacolato le richieste di tempi veloci più volte espresse con pubbliche lamentele dai responsabili del progetto?

2) Era poco efficiente? Era troppo efficiente? E’ possibile rendere pubblica la dettagliata motivazione per la quale è stata rimossa dall’incarico che ha tenuto per ben dieci anni?

3) Quale funzionario del Ministero, dal 15 dicembre, sovrintende sul luogo e direttamente alle indagini e svolge quindi una relazione puntuale dei ritrovamenti? Chi rappresenta lo stato nel cantiere di Passo Corese? Ci sono o ci sono stati dei vuoti di rappresentanza statale in uno dei più grandi e più discussi cantieri italiani? Di chi è la responsabilità? Quali le conseguenze?

4) Perché lo staff tecnico di archeologi e topografi che lavorava con la dott.ssa Alvino è stato esonerato dall’incarico?

5) Erano poco efficienti? Erano troppo efficienti? Qual è il loro curriculum?

6) Perché i lavori di scavo archeologico sono stati affidati ad una nuova società, denominata Land?

7) I nuovi tecnici sono più qualificati dei precedenti? Per quale motivo? Qual è il loro curriculum?

8) Oltre ai numerosi ritrovamenti già noti, tra cui una strada glareata con diverticula che va da Cures Sabini al tevere, e che blocca a metà l’espansione del Polo (vedi foto manifesto-asi-A4), è al corrente lo Stato del ritrovamento di una villa romana, ancora tutta da scavare, sulla cima della collina che sovrasta lo sfasciacarrozze?
E’ al corrente lo Stato del fatto che la villa insiste proprio al centro dell’area archeologica e che questo fatto, di per sé, impedirebbe la realizzazione del progetto del Polo? (Vedi foto P1020549: la villa è indicata sulla sommità del colle)

9) E’ al corrente lo Stato della presenza di un grandissimo ambiente ipogeo sotterraneo di 600 metri quadrati, dove si può stare anche in piedi, nelle vicinanze del polo della didattica? (vedi foto P1020531, l’ipogeo è ai piedi del palo della luca sulla destra).

10) E’ al corrente lo Stato dell’esistenza di un grande pianoro, sopra la pompa di benzina, dove c’è una grande vasca d’acqua romana (foto P12020536) con un diametro di una decina di metri, una via glareata (foto P1020548) , vari pozzi (foto P1020542), vari ambienti (foto P1020537), in sostanza una preziosa testimonianza di un luogo adibito alla lavorazione di manufatti?

Le chiediamo quindi che voglia cortesemente esprimersi sui punti precedentemente elencati, che l’area Archeologica sia trattata come tale, come indicato dal PTPR della Regione Lazio, e non come una somma di beni puntuali, che non ne venga svincolata a fini costruttivi alcuna parte prima che l’intero lavoro di indagine archeologica sia concluso e che il valore e l’importanza dell’area vengano quindi valutate nella loro interezza.

Le chiediamo infine, cortesemente, di voler ascoltare direttamente, a proposito dell’area, le testimonianze degli illustri archeologi indipendenti che l’hanno indagata in passato, dalla Prof.ssa Maria Pia Muzzioli che all’area ha dedicato il libro “Cures Sabini” della collana Forma Italiae alla Prof.ssa Helga di Giuseppe, che all’area ha dedicato, insieme alla British School at Rome, il volume “Sabinensis Ager Revisited”.

Ringraziandola per la Sua attenzione, le inviamo i nostri più cordiali saluti.

Legambiente Bassa Sabina, il direttivo
20 aprile 2011

Polo della Logistica di Passo Corese: per il WWF i lavori non potevano iniziare

mercoledì, 29 dicembre 2010

Il WWF Lazio ritiene inaccettabile l’utilizzo dei termini di ‘sostenibilità e valorizzazione delle potenzialità del territorio’ nell’accezione data dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti nell’ambito della comunicazione istituzionale per definire le caratteristiche dell’operazione da 10 milioni di mc di cemento del Polo della Logistica, che si riverserebbero sulla Sabina, territorio dell’antica città di Cures.

Così come inappropriata sembrerebbe la rassicurazione dei vertici dell’Ente, ribadita recentemente a mezzo stampa, relativamente alla presunta legittimità delle procedure tecnico-amministrative seguite, nonché sull’acquisizione di tutti i pareri, compresa la valutazione di impatto ambientale.

Qualche passaggio, ictu oculi, deve essere presumibilmente sfuggito al Consorzio proponente.

Non risulterebbe, infatti, al WWF Lazio, che sia stata portata a termine la verifica di ottemperanza richiesta dall’Ufficio Valutazione Impatto Ambientale dalla Regione Lazio.

In quella sede si chiedeva che, prima dell’approvazione del progetto definitivo e, quindi, prima del rilascio del permesso a costruire e dell’avvio dei lavori, si sottoponesse nuovamente agli Uffici competenti il progetto per la verifica dell’adempimento alle prescrizioni indicate.

“Dalla documentazione esaminata dalla nostra Associazione – dichiara Antonio Rotundo delegato pianificazione del WWF Lazio – ancora non risulterebbe redatta la determinazione conclusiva relativa alla predetta verifica proprio perché il progetto presentato non avrebbe ottemperato alle prescrizioni.”

“Per tale motivo – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – la nostra Associazione ha chiesto, secondo quanto previsto dal Codice dell’Ambiente, all’Area VIA della Regione Lazio, autorità competente, di esercitare il controllo sull’osservanza delle prescrizioni impartite in sede di valutazione di impatto ambientale e, nel caso si accertassero violazioni delle prescrizioni impartite o difformità sostanziali da quanto disposto dalla pronuncia VIA, di disporre la sospensione dei lavori e l’eventuale ripristino dello stato dei luoghi e della situazione ambientale a cura e spese del responsabile. Auspichiamo per converso che la sostenibilità e la vera valorizzazione del territorio passino per adeguati e partecipati strumenti di pianificazione, che privilegino prioritariamente la vocazione delle aree e soprattutto la conservazione del territorio e non certamente le ruspe e il consumo di suolo.

L’Associazione si appella e lancia la sfida a Regione, Sovrintendenza, Provincia di Rieti, Comune di Fara in Sabina e sindacati per ripensare tutti insieme un nuovo modello di sviluppo della Sabina che punti sulla salvaguardia del paesaggio agricolo e delle emergenze storico-archeologiche presenti, anche in attuazione di quanto previsto dalla L.R. 24/98.

Solo così la Sabina potrà essere terra di turismo sostenibile, a fronte di un’alternativa, quella attuale, che destinerebbe questo territorio a mero passaggio di tir e merci, con prospettive economiche e sociali alquanto incerte e insostenibili sotto il profilo ambientale”.

Roma 28 dicembre 2010

Polo della Logistica di Passo Corese – Informazioni di base

lunedì, 22 novembre 2010

Molte delle informazioni che riguardano il Polo della Logistica sono contenute in questo sito, quella che segue è una raccolta di link verso alcune informazioni salienti.

Per iniziare, potete scaricate il “libro bianco” sul Polo della Logistica dal sito di Sabina Futura, entrando nella pagina Documenti e scorrendo fino alla voce libro bianco, o direttamente digitando l’indirizzo http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf.

Il libro bianco racconta tutta la storia del Polo, ed è diviso in aree tematiche.
Di seguito un elenco delle aree tematiche con i link agli argomenti, sia sul libro bianco che altrove.
1) Definizione del problema
Volantino con descrizione generale http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/attenti-al-pacco-asi-passo-corese.pdf
Presentazione del problema http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/presentazione-17-11-2007.pdf
Con a pagina 27 una cartina del centro intermodale, del polo industriale e del paese di Passo Corese, alle pagine 40 e 41 le problematiche geologiche, alle pagine da 44 a 48 le foto dell’area, alle pagine da 64 a 70 il dissesto idrogeologico attuale in caso di forte pioggia.
2) Problemi archeologici
Mappe dei siti archeologici e del polo http://www.sabinafutura.it/wp-content/polo-e-5-fonti-A4-jpg-LR.jpg
Libro della British School sull’area http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/the-sabinensis-ager-revisited-ocr.pdf
Conferenza video dell’archeologa Prof.ssa Helga di Giuseppe della British School at Rome http://www.youtube.com/watch?v=O23L83XVY7Y&feature=player_embedded
3) Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio
Tavola B 365. In alto a destra si vedono i siti archeologici dell’area da Passo Corese a Montopoli http://www.regione.lazio.it/web2/contents/ptpr/tavola.php?tavola=B&img=Tavola_B/365_B.jpg
Tavola C 365. In alto a destra c’è la campitura in viola chiaro in diagonale: Area vocata a parco archeologico e culturale, subito sopra Passo Corese: il Polo ci cade dentro per buona parte…
http://www.regione.lazio.it/web2/contents/ptpr/tavola.php?tavola=C&img=Tavola_C/365_C.jpg
4) Il progetto del Polo della logistica
Progetto originale http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/burl-suppl-n1-n14-20-5-2004-ocr.pdf
Variante (BURL 2009) http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/burl-suppl-n61-n15-21-4-2009.pdf
Tra il progetto originale e la variante sembra che la cubatura aumenti da circa 6 milioni a circa 10 milioni di metri cubi. 10 milioni di metri cubi equivalgono al volume di una città di 130.000 persone (Terni + Viterbo) alle porte di Passo Corese.
5) L’informazione che è stata data sul progetto dai costruttori e dall’amministrazione comunale
Il depliant del consorzio (l’unico fino ad ora): prati verdi, gente che gioca e va in bicicletta, non si vede traccia di capannoni se non alla fine. Il progetto è un francobollino nelle ultime pagine http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/brochure-consorzio-asi-completa.pdf
6) Le leggi, le normative culturali e la partecipazione dei cittadini alle scelte decisionali
A pagina 11 del link al libro bianco c’è il Codice dei Beni Culturali e a pagina 17 la valutazione di impatto ambientale. Guardate in basso a pag 17, dove si dice che per piani e opere di grande importanza è prevista la consultazione della popolazione… http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
7) Lo studio di impatto ambientale
Alle pagine 12, 13, 14, 15 e 16 del libro bianco. Guardate, a pagina 12, la lista degli impegni che sono stati presi per salvaguardare la parte archeologica…
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
8) Che tipo di lavoro nel progetto del Polo della Logistica
A pagina 18 del link al libro bianco: il lavoro che arriva e quello che si perde http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
9) E’ possibile uno sviluppo alternativo? Il turismo, l’artigianato e l’agricoltura
Alle pagine 19, 20 e 21 del link al libro bianco: il lavoro che arriva e quello che si perde
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
10) Quali sono le tecnologie più moderne per indagare un’area archeologica?
Alle pagine 23, 24, 25 e 26 le tecniche moderne per indagare un’area archeologica. La spesa per le indagini svolte finora pare che abbia superato i due milioni di euro. La British School at Rome si are offerta di indagare tutta l’area con le prospezioni geofisiche per meno di 200.000 euro… http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/libro-asi-pdf-2.pdf
11) Alcune delle ultime proteste e le interrogazioni in Regione Lazio:
Radicali eletti nelle liste del Partito Democratico: http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/4-06028-zamparutti-4-2-2010.pdf
Radicali: http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/155-rossodivita-berardo-23-9-2010-ocr.pdf
Verdi: http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/richiesta-blocco-lavori-verdi-27-10-2010-ocr.pdf
Legambiente Bassa Sabina: http://www.sabinamagazine.it/sabina-attualita/1999-legambiente-bassa-sabina-non-vogliamo-il-polo-logistico.html
12) Come restare informati ed intervenire:
Su Facebook: No alla cementificazione selvaggia della Sabina http://www.facebook.com/profile.php?id=1521066509#!/group.php?gid=127891785320
Su Facebook: Comitato Sabino http://www.facebook.com/profile.php?id=1521066509

Vista d’insieme del Polo della Logistica e del Parco Archeologico

giovedì, 28 ottobre 2010

Da questa immagine è possibile vedere il Polo della Logistica di Passo Corese in relazione ai vari siti archeologici presenti e al Parco Archeologico indicato dal Piano Territoriale Paesistico Regionale del Lazio (PTPR). Fare clic sulla foto per ingrandire.

Mappa archeologica

In grigio il Polo della Logistica, cerchiati i vari siti, l'area del Parco Archeologico e racchiusa dal bordo giallo

Lettera al Prefetto

mercoledì, 3 febbraio 2010

Per sua Eccellenza il Prefetto di Rieti Dott.ssa Chiara Merolla

E p/c
Dott.ssa Giovanna Alvino: Soprintendenza per i Beni Archeologi del Lazio, territorio di Rieti
Prof.ssa Maria Pia Muzzioli: Università di Tor Vergata, Roma
Prof. Alessandro Guidi: Università degli Studi Roma 3
Prof. Vincenzo Fiocchi Nicolai: Università degli Studi di Torvergata; Magnifico rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (PIAC), Accademico dei Lincei
Prof. Giovanni Colonna: Università degli Studi di Roma La Sapienza
Prof. Alessandro Morandi: Università degli Studi di Roma La Sapienza
Dott.ssa Paola Santoro: Direttrice degli scavi in Sabina per l’Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico del CNR.
Dott.ssa Helen Patterson: British School of Rome
Prof. Simon Keay: Southampton University, attualmente responsabile per la sezione archeologica della British School at Rome
Prof. Federico Marazzi: Università Suor Orsola di Napoli
Prof.ssa Elvira Migliario: Università degli studi di Trento
Prof.ssa Mara Sternini: Università degli studi di Grosseto;
Dott. Robert Witcher: University of Durham
Dott. Steve Kay: British School of Rome

E p/c
Organi di stampa

E p/c
WWF nazionale
Italia Nostra nazionale
FAI nazionale
Legambiente nazionale

Gentile Prefetto

Richiediamo ancora una volta la Sua cortese attenzione a proposito del Polo della Logistica di Passo Corese, per sottoporle un importante documento visivo che, riferendosi a quanto già pubblicato, dovrebbe porre fine alle incertezze relative alla presenza o meno di importanti reperti archeologici sull’area in questione, in un periodo in cui la Soprintendenza di zona, per ovvii motivi di riserbo, non può pubblicare i dati relativi a nuovi ipotetici rinvenimenti dell’area ed è sottoposta a continui e pressanti inviti a svincolare l’area, come può evincersi da numerosi articoli apparsi sui quotidiani.

Per riprendere, in estrema sintesi, la questione, su un area di circa 200 ettari, subito a nord di Passo Corese, una decina di anni fa il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Rieti ha progettato, pur conoscendo l’esistenza di studi e presenze archeologiche sull’area, un Polo della Logistica che prevede un devastante sbancamento delle colline (parzialmente già in atto) e la costruzione di edifici industriali per alcuni milioni di metri cubi, accompagnati dalle loro infrastrutture.

Sull’area sono in corso da tempo le indagini della Soprintendenza, che a tutt’oggi ha indagato l’area per circa un terzo della superficie.

Sull’area hanno svolto indagini di ricognizione sia la Prof.ssa Maria Pia Muzzioli (nel 1980) sia un’équipe della British School di Roma (intorno al 2000), trovando nell’area archeologica moltissimi siti archeologici (rinvenendo su 41 campi 25 siti, cinque volte più numerosi rispetto a quelli che la Muzzioli aveva potuto vedere 20 anni prima), come documentato dalle pubblicazioni Forma Italiae Regio IV Volumen II (Leo Olschki Editore, MCMLXXX) e “The Sabinensis Ager Revisited: a field survey in the Sabina Tiberina” (Papers of the British School at Rome, Volume LXX, 2002, pp. 99-149)

Sull’area la Regione Lazio (2007) si è espressa indicandola come vocata a Parco Archeologico, nel suo PTPR (Tavola C20).
La Regione Lazio si è espressa sull’area anche nella Tavola B20, indicando i numerosi siti archeologici puntuali e la loro fascia di rispetto di 100 metri.

Sia il Consorzio che varie Associazioni legate al mondo dell’impresa insistono da tempo perché la Soprintendenza dia il via libera alla costruzione su tutta l’area.

Più volte, da parte degli stessi, (nonostante le indagini siano in corso e quindi non si conoscano ancora i risultati) è stato dichiarato pubblicamente che l’area in questione non contiene nulla di importante dal punto di vista archeologico.

Per dare una ulteriore validità scientifica alle argomentazioni di chi difende l’area dalle nuove costruzioni, ed intendendo sia le colline che il patrimonio Archeologico della Sabina come beni Statali Archeologici e Paesaggistici preziosi, da salvaguardare nell’interesse della comunità e da mettere a disposizione di un eventuale sviluppo dell’area che valorizzi le sue risorse naturali, le Associazioni firmatarie della presente lettera hanno invitato, sabato 30 gennaio 2010, presso la Sala Farnese di Poggio Mirteto, la Dott.ssa Helga Di Giuseppe, (v. curriculum) che lavora attualmente presso l’Associazione Internazionale di Archeologia Classica , a tenere una conferenza sulle indagini di superficie svolte nel 2000 da un’équipe di ricerca della British School at Rome di cui era allora parte.

Durante la conferenza, di cui abbiamo pubblicato sul web in un estratto in due parti, rispettivamente alla pagina web http://www.youtube.com/watch?v=2fnrC_kjPY0 ed alla pagina web http://www.youtube.com/watch?v=Uf4_XF0sIDc, si è evidenziata la presenza di numerose “ville di pregio con mosaici e marmi”, probabili “fattorie” o “ville medio-repubblicane”, di almeno un “luogo di culto” di epoca repubblicana, di un’area di industria litica, di varie aree ancora da indagare e sospette della presenza di altri siti, di “frammenti fittili”, di “strade principali e secondarie”, di “acquedotti sotterranei”, da cui si ricava l’idea che l’area è stata fortemente antropizzata per secoli, verosimilmente seguendo anche lo sviluppo dell’abitato antico di Cures Sabini che si trovava non lontano da questo luogo e che da un’osservazione non superficiale (come nel caso dell’indagine, condotta esclusivamente a livello di superficie attraverso la raccolta di frammenti, della British School), ma condotta con la dovuta calma e con mezzi come le prospezioni geofisiche (economiche e veloci) si potrà sicuramente ricavare un quadro della zona che potrà far luce sui modi della vita Romana in campagna nei secoli nei periodi in questione e riportare alla disponibilità della comunità Statale il patrimonio Archeologico dell’Area.

La Dott.ssa Di Giuseppe ha un curriculum scientifico di primaria importanza , come potrà osservare dal link che segue:
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/curriculum-helga-di-giuseppe.pdf

Il testo integrale della conferenza del 30-01-2010 è alla pagina
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/testo-conferenza-helga-di-giuseppe-poggio-mirteto.pdf

Lo studio originale della British School of Rome è scaricabile alla pagina
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/the-sabinensis-ager-revisited-ocr.pdf

Convinti che lo sviluppo non passi attraverso la distruzione del patrimonio pubblico di un’area, vorremmo chiederLe di aiutarci nella difesa di questi beni pubblici Statali, nell’interesse di tutta la popolazione Reatina ed Italiana, considerando che la zona in questione è quella del ratto delle Sabine e che ha dato i natali a ben due Re di Roma, con una fama che si estende ben al di là del nostro paese.

Alleghiamo una mappa abbastanza ben approssimata della zona, ottenuta sovrapponendo il profilo dell’intervento industriale (in nero) alla mappa aerea della zona e alle indicazioni di alcuni dei siti archeologici, in giallo ( i numeri si riferiscono rispettivamente allo studio citato della Prof. Muzzioli M… ed allo studio citato della British School at Rome …).
Le ruspe sono attualmente subito a sud della linea che va dal sito “M72” al sito “33”, un’asse stradale antico che, come è evidenziato dalla mappa, contiene ai suoi lati numerose presenze archeologiche, a distanza ravvicinata.
Già soltanto rispettando le fasce di rispetto di 100 metri tra un sito ed un altro, non si vede come sarebbe possibile oltrepassare l’antica strada.

Cordiali saluti

Legambiente Bassa Sabina
Arci Poggio Mirteto
Associazione Germogli
Associazione Amici del Museo Ercole Nardi
Associazione Sabina Futura
Associazione Sabina Radicale
Associazione Post Tribù

Mappa della zona

Mappa della zona

Locandina della prima Festa del Picchio

venerdì, 6 giugno 2008

Locandina prima Festa del Picchio

Scarica la versione per la stampa in PDF.

Tutti insieme a Passo Corese per la prima Festa del Picchio

giovedì, 5 giugno 2008

Foto colline con scritta e marchio

Il Picchio Verde è il marchio dell’associazione Sabina Futura. Questo bellissimo uccello abita la Sabina sin dalle origini della civiltà, quando era considerato un animale sacro. Grazie al picchio (picus) gli antichi sabini, attraverso la cerimonia del Ver Sacrum, si spinsero verso est originando il popolo dei Piceni.

Sabina Futura, adottando il picchio, vuole contribuire a difendere e promuovere la Sabina, una civiltà e un territorio a rischio di estinzione, ma che può ancora salvarsi dalle aggressioni in atto. Questa festa, a compimento del primo anno di vita dell’associazione, vuole essere una festa di civiltà, di impegno, di dialogo e di divertimento.

La festa si svolge ai piedi della bellissima area collinare, ricca di paesaggio, natura e beni archeologici, che il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti vorrebbe cancellare per far posto ad un’area industriale, il cui progetto è ritenuto distruttivo. La scelta del luogo, ovviamente, non è casuale.

L’associazione Sabina Futura, insieme al picchio, all’istrice, all’upupa, alle lucciole (sì, proprio loro, gli insetti luminosi!) e agli altri abitanti visibili e invisibili delle colline, invita tutti gli interessati a partecipare numerosi per trascorrere insieme una piacevole giornata di festa.

FESTA DEL PICCHIO: TRA DIVERTIMENTO E IMPEGNO
Prima edizione domenica 8 giugno 2008

Programma

h. 16.00 Cibo perduto
Concezio Centini – Laboratorio sensoriale

h. 17.00 Storia di una azienda olivicola
Mariacostanza Ferrini – Dall’idea di filiera tonda all’olivicoltura sociale

h. 18.00 Libro d’Arte ed Arte del Libro
Silvana Amato – Edizioni Almenodue

h. 18.30 Un carattere sabino
Mauro Zennaro – Dalla penna di Gregorio da Catino al computer

h. 19.00 MetticiLaTesta e La strada di Alice
Giovanna Corsetti, Roberta Marcucci Rizzelli e Stefano Rizzelli – L’educazione stradale per grandi e piccini
con la partecipazione straordinaria della piccola Alice

h. 21.00 Canto a braccio in ottava rima
Paolo Santini – maestro poeta cantore

h. 21.30 Concerto
Giandomenico Anellino – chitarra
Una chitarra d’autore – Concerto per la Sabina

Sono previsti inoltre interventi dell’associazione Sabina Futura e di altre associazioni attive sul territorio, proiezioni e sorprese per grandi e piccoli.

L’evento si svolge appena fuori l’abitato di Passo Corese presso il nuovo centro pastorale parrocchiale, sulla S.R. 313, in direzione Poggio Mirteto dopo la rotatoria sul cavalcavia che porta alla stazione.

Dal sito dell’associazione è possibile accedere ad una mappa utile per raggiungere a piedi il luogo dell’evento dalla stazione della FR1 di Fara in Sabina.

L’ingresso è libero. L’associazione offrirà da mangiare e da bere.

Associazione Sabina Futura
www.sabinafutura.it

Brevi note sui partecipanti:

Concezio Centini, fornaio, pasticcere, gelatiere e cioccolatiere dalle doti originalissime e difficilmente riassumibili, coniuga saperi antichi a orizzonti gastronomici e filosofici non ancora immaginati, miscelando il tutto con la fisica, la biologia e la fisiologia. La sua cucina si fa arte e avanguardia, anche performance, che sfociano nella eat-art e in fluxus. Per renderne la complessa e unica poliedricità è bene sapere che si diletta ai massimi livelli anche come barman, pizzaiolo, cuoco, bracciante agricolo, pescatore, con le cucine tribali, le diverse interpretazioni dell’antica cucina romana, l’evoluzione mediterranea post-colombiana, il catering e la banchettistica per ogni ordine professionale, ed è specializzato per congressi di nutrizione e cerimonie che non si potranno più dimenticare.

Mariacostanza Ferrini, titolare di un’azienda biologica di 7 ettari che ospita spesso esibizioni d’arte, eventi culturali e progetti sociali, presidente dell’associazione culturale internazionale All’Ombra del Mediterraneo con sede a Perugia e nel direttivo di AIAB Umbria, è anche una autorevolissima esperta di letteratura contemporanea e cultura del Mediterraneo.

Silvana Amato, immagina, progetta e pubblica preziosi e rari libri d’arte con la sua casa editrice “Edizioni Almenodue” ed è docente del corso di Grafica presso la facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” dell’Università di Roma “La Sapienza” e del corso di Progettazione del libro d’arte nell’ambito della laurea specialistica presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone.

Mauro Zennaro, esperto di caratteri e scritture, nonché apprezzato grafico e fine calligrafo, è autore di progetti grafici e tipografici per diverse Istituzioni pubbliche e private. Insegna Progettazione grafica presso l’Istituto statale d’istruzione superiore Carlo Urbani di Roma e presso l’Università per Stranieri di Perugia. È tra i fondatori della rivista Calligrafia e nel comitato di redazione della collana di libri sulla grafica Scritture, pubblicata da Stampa Alternativa/Graffiti. Suoi lavori manoscritti e a stampa sono stati esposti in numerosi musei e biblioteche in Europa e negli Stati Uniti.

Giovanna Corsetti, Videogiornalista, ha collaborato con diverse testate giornalistiche della rai Radio Televisione Italiana, in particolare con Mixer di Giovanni Minoli, con cui oggi lavora per la “Storia siamo Noi” su RAI Educational ed ha collaborato e collabora con “Report”, di Milena Gabanelli, per RAI Tre. Produttrice e socio fondatore della Little Duck srl, ha realizzazato campagne, tra cui “MetticiLaTesta”, sulla sicurezza stradale e progetti incentrati sul sociale e sul ruolo operativo e concreto dell’informazione del servizio pubblico italiano.

Stefano Rizzelli, padre di Alice
Autore di programmi e format televisivi, collabora dagli anni ’80, con numerose strutture della RAI Radio Televisione Italiana. Ha ideato e collaborato, in qualità di autore e capo redattore, a programmi di informazione ed intrattenimento di grande successo tra cui Mixer, Misteri, Enigma e Spedizioni.

Alice Rizzelli, anni 6, agente segreto dei Ris
Ama la cioccolata, ma solo fondente, il tonno, le noccioline, la pizza, il gelato e i Cesaroni. Protagonista della miniserie sulla sicurezza stradale “La strada di Alice”, Alice, è un’attrice nata, generosa e spontanea e il meglio sa darlo sul set e fuori con interpretazioni convincenti al punto da fare sempre come dice lei. Mamma e papà non comandano niente, ma ancora non lo hanno capito bene.

Roberta Marcucci Rizzelli, detta rizzellessa, mamma di Alice
Ministro delle finanze, comanda su tutti, tranne Alice.

Paolo Santini, è uno dei massimi esponenti dell’arte del canto a braccio in ottava rima, ha ottenuto grandi apprezzamenti e riconoscimenti tutte le volte che si è esibito in ogni parte d’Italia, facendo apprezzare ovunque questa millenaria tradizione ancora radicata nell’alta Sabina, a tal punto da oscurare la fama dei cantori toscani.

Giandomenico Anellino, presenza fissa nel programma televisivo TG2 Dossier Storie, ineguagliabile virtuoso della chitarra, è coordinatore dell’Orchestra Sinfonica Terzo Millennio diretta dal Maestro Renato Serio ed ha collaborato con Amedeo Minghi, Renato Zero, Claudio Baglioni, Adriano Celentano, Riccardo Cocciante, Gilbert Becaud, Massimo Ranieri e molti altri. Ha inoltre registrato con l’Orchestra Sinfonica Aurora “Notre Dame de Paris” il grande successo di Riccardo Cocciante con dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo. E’ autore e arrangiatore inoltre di numerose colonne sonore per la TV, il cinema e il teatro.

Deciderà il TAR del Lazio le sorti del polo industriale di Fara in Sabina: intervista all’avv. Massimiliano Bonifazi

giovedì, 5 giugno 2008

L’Associazione Sabina Futura oltre a denunciare pubblicamente l’illegittimità del Piano industriale di Passo Corese, nel Comune di Fara in Sabina, ha dato incarico all’avv. Massimiliano Bonifazi del Foro di Rieti di impugnare la delibera n. 26 del 07.03.2008 emessa dal C.d.A. del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti avente ad oggetto l’approvazione del progetto definitivo del nuovo agglomerato industriale.

Vicino all’associazione e ai suoi valori, l’avv. Bonifazi non ha esitato a scegliere di “stare dalla parte dei più deboli” per dare inizio ad una aspra battaglia giuridica.

«L’amore che mi lega alla mia terra, mi ha sempre visto scendere in campo per difendere e tutelare l’ambiente. Il piano industriale di Passo Corese, approvato dal Consorzio, oltre ad essere illegittimo sotto il profilo giuridico amministrativo è un vero e proprio “Eco mostro”, come evidenziato dai consulenti a cui l’associazione si è affidata per la redazione della perizia urbanistica».

Emerge chiaramente la passione e la verve giuridica dell’avv. Bonifazi, che unitamente all’avv. Federico Bailo, esperto di diritto amministrativo del Foro di Roma, ha redatto il ricorso al Tar Lazio per chiedere l’annullamento, previa sospensiva della delibera del Consorzio.

«La delibera impugnata ha apportato una serie di varianti al Piano Regolatore Consortile ampiamente lesive dell’interesse ad una corretta e ordinata gestione del territorio. Gestione che secondo i dettami legislativi della tutela paesaggistica e ambientale, non deve e non può essere subordinata ad interessi di singole parti o ad interessi particolari, bensì al perseguimento dei fini di una pianificazione armoniosa. La rilevanza giuridica di tali principi ci ha consentito di proteggere e restituire alla loro originaria bellezza tanta parte del nostro territorio nazionale».

L’Associazione Sabina Futura, aspetta fiduciosa l’accoglimento da parte del Tar Lazio della richiesta di sospensiva della delibera consortile, che verrà discussa a breve, stante le ragioni di urgenza e la fondatezza delle violazioni giuridiche sollevate con il ricorso.

Associazione Sabina Futura
www.sabinafutura.it