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Lettera al Prefetto

mercoledì, 3 febbraio 2010

Per sua Eccellenza il Prefetto di Rieti Dott.ssa Chiara Merolla

E p/c
Dott.ssa Giovanna Alvino: Soprintendenza per i Beni Archeologi del Lazio, territorio di Rieti
Prof.ssa Maria Pia Muzzioli: Università di Tor Vergata, Roma
Prof. Alessandro Guidi: Università degli Studi Roma 3
Prof. Vincenzo Fiocchi Nicolai: Università degli Studi di Torvergata; Magnifico rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (PIAC), Accademico dei Lincei
Prof. Giovanni Colonna: Università degli Studi di Roma La Sapienza
Prof. Alessandro Morandi: Università degli Studi di Roma La Sapienza
Dott.ssa Paola Santoro: Direttrice degli scavi in Sabina per l’Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico del CNR.
Dott.ssa Helen Patterson: British School of Rome
Prof. Simon Keay: Southampton University, attualmente responsabile per la sezione archeologica della British School at Rome
Prof. Federico Marazzi: Università Suor Orsola di Napoli
Prof.ssa Elvira Migliario: Università degli studi di Trento
Prof.ssa Mara Sternini: Università degli studi di Grosseto;
Dott. Robert Witcher: University of Durham
Dott. Steve Kay: British School of Rome

E p/c
Organi di stampa

E p/c
WWF nazionale
Italia Nostra nazionale
FAI nazionale
Legambiente nazionale

Gentile Prefetto

Richiediamo ancora una volta la Sua cortese attenzione a proposito del Polo della Logistica di Passo Corese, per sottoporle un importante documento visivo che, riferendosi a quanto già pubblicato, dovrebbe porre fine alle incertezze relative alla presenza o meno di importanti reperti archeologici sull’area in questione, in un periodo in cui la Soprintendenza di zona, per ovvii motivi di riserbo, non può pubblicare i dati relativi a nuovi ipotetici rinvenimenti dell’area ed è sottoposta a continui e pressanti inviti a svincolare l’area, come può evincersi da numerosi articoli apparsi sui quotidiani.

Per riprendere, in estrema sintesi, la questione, su un area di circa 200 ettari, subito a nord di Passo Corese, una decina di anni fa il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Rieti ha progettato, pur conoscendo l’esistenza di studi e presenze archeologiche sull’area, un Polo della Logistica che prevede un devastante sbancamento delle colline (parzialmente già in atto) e la costruzione di edifici industriali per alcuni milioni di metri cubi, accompagnati dalle loro infrastrutture.

Sull’area sono in corso da tempo le indagini della Soprintendenza, che a tutt’oggi ha indagato l’area per circa un terzo della superficie.

Sull’area hanno svolto indagini di ricognizione sia la Prof.ssa Maria Pia Muzzioli (nel 1980) sia un’équipe della British School di Roma (intorno al 2000), trovando nell’area archeologica moltissimi siti archeologici (rinvenendo su 41 campi 25 siti, cinque volte più numerosi rispetto a quelli che la Muzzioli aveva potuto vedere 20 anni prima), come documentato dalle pubblicazioni Forma Italiae Regio IV Volumen II (Leo Olschki Editore, MCMLXXX) e “The Sabinensis Ager Revisited: a field survey in the Sabina Tiberina” (Papers of the British School at Rome, Volume LXX, 2002, pp. 99-149)

Sull’area la Regione Lazio (2007) si è espressa indicandola come vocata a Parco Archeologico, nel suo PTPR (Tavola C20).
La Regione Lazio si è espressa sull’area anche nella Tavola B20, indicando i numerosi siti archeologici puntuali e la loro fascia di rispetto di 100 metri.

Sia il Consorzio che varie Associazioni legate al mondo dell’impresa insistono da tempo perché la Soprintendenza dia il via libera alla costruzione su tutta l’area.

Più volte, da parte degli stessi, (nonostante le indagini siano in corso e quindi non si conoscano ancora i risultati) è stato dichiarato pubblicamente che l’area in questione non contiene nulla di importante dal punto di vista archeologico.

Per dare una ulteriore validità scientifica alle argomentazioni di chi difende l’area dalle nuove costruzioni, ed intendendo sia le colline che il patrimonio Archeologico della Sabina come beni Statali Archeologici e Paesaggistici preziosi, da salvaguardare nell’interesse della comunità e da mettere a disposizione di un eventuale sviluppo dell’area che valorizzi le sue risorse naturali, le Associazioni firmatarie della presente lettera hanno invitato, sabato 30 gennaio 2010, presso la Sala Farnese di Poggio Mirteto, la Dott.ssa Helga Di Giuseppe, (v. curriculum) che lavora attualmente presso l’Associazione Internazionale di Archeologia Classica , a tenere una conferenza sulle indagini di superficie svolte nel 2000 da un’équipe di ricerca della British School at Rome di cui era allora parte.

Durante la conferenza, di cui abbiamo pubblicato sul web in un estratto in due parti, rispettivamente alla pagina web http://www.youtube.com/watch?v=2fnrC_kjPY0 ed alla pagina web http://www.youtube.com/watch?v=Uf4_XF0sIDc, si è evidenziata la presenza di numerose “ville di pregio con mosaici e marmi”, probabili “fattorie” o “ville medio-repubblicane”, di almeno un “luogo di culto” di epoca repubblicana, di un’area di industria litica, di varie aree ancora da indagare e sospette della presenza di altri siti, di “frammenti fittili”, di “strade principali e secondarie”, di “acquedotti sotterranei”, da cui si ricava l’idea che l’area è stata fortemente antropizzata per secoli, verosimilmente seguendo anche lo sviluppo dell’abitato antico di Cures Sabini che si trovava non lontano da questo luogo e che da un’osservazione non superficiale (come nel caso dell’indagine, condotta esclusivamente a livello di superficie attraverso la raccolta di frammenti, della British School), ma condotta con la dovuta calma e con mezzi come le prospezioni geofisiche (economiche e veloci) si potrà sicuramente ricavare un quadro della zona che potrà far luce sui modi della vita Romana in campagna nei secoli nei periodi in questione e riportare alla disponibilità della comunità Statale il patrimonio Archeologico dell’Area.

La Dott.ssa Di Giuseppe ha un curriculum scientifico di primaria importanza , come potrà osservare dal link che segue:
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/curriculum-helga-di-giuseppe.pdf

Il testo integrale della conferenza del 30-01-2010 è alla pagina
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/testo-conferenza-helga-di-giuseppe-poggio-mirteto.pdf

Lo studio originale della British School of Rome è scaricabile alla pagina
http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/the-sabinensis-ager-revisited-ocr.pdf

Convinti che lo sviluppo non passi attraverso la distruzione del patrimonio pubblico di un’area, vorremmo chiederLe di aiutarci nella difesa di questi beni pubblici Statali, nell’interesse di tutta la popolazione Reatina ed Italiana, considerando che la zona in questione è quella del ratto delle Sabine e che ha dato i natali a ben due Re di Roma, con una fama che si estende ben al di là del nostro paese.

Alleghiamo una mappa abbastanza ben approssimata della zona, ottenuta sovrapponendo il profilo dell’intervento industriale (in nero) alla mappa aerea della zona e alle indicazioni di alcuni dei siti archeologici, in giallo ( i numeri si riferiscono rispettivamente allo studio citato della Prof. Muzzioli M… ed allo studio citato della British School at Rome …).
Le ruspe sono attualmente subito a sud della linea che va dal sito “M72” al sito “33”, un’asse stradale antico che, come è evidenziato dalla mappa, contiene ai suoi lati numerose presenze archeologiche, a distanza ravvicinata.
Già soltanto rispettando le fasce di rispetto di 100 metri tra un sito ed un altro, non si vede come sarebbe possibile oltrepassare l’antica strada.

Cordiali saluti

Legambiente Bassa Sabina
Arci Poggio Mirteto
Associazione Germogli
Associazione Amici del Museo Ercole Nardi
Associazione Sabina Futura
Associazione Sabina Radicale
Associazione Post Tribù

Mappa della zona

Mappa della zona

Locandina della prima Festa del Picchio

venerdì, 6 giugno 2008

Locandina prima Festa del Picchio

Scarica la versione per la stampa in PDF.

Tutti insieme a Passo Corese per la prima Festa del Picchio

giovedì, 5 giugno 2008

Foto colline con scritta e marchio

Il Picchio Verde è il marchio dell’associazione Sabina Futura. Questo bellissimo uccello abita la Sabina sin dalle origini della civiltà, quando era considerato un animale sacro. Grazie al picchio (picus) gli antichi sabini, attraverso la cerimonia del Ver Sacrum, si spinsero verso est originando il popolo dei Piceni.

Sabina Futura, adottando il picchio, vuole contribuire a difendere e promuovere la Sabina, una civiltà e un territorio a rischio di estinzione, ma che può ancora salvarsi dalle aggressioni in atto. Questa festa, a compimento del primo anno di vita dell’associazione, vuole essere una festa di civiltà, di impegno, di dialogo e di divertimento.

La festa si svolge ai piedi della bellissima area collinare, ricca di paesaggio, natura e beni archeologici, che il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti vorrebbe cancellare per far posto ad un’area industriale, il cui progetto è ritenuto distruttivo. La scelta del luogo, ovviamente, non è casuale.

L’associazione Sabina Futura, insieme al picchio, all’istrice, all’upupa, alle lucciole (sì, proprio loro, gli insetti luminosi!) e agli altri abitanti visibili e invisibili delle colline, invita tutti gli interessati a partecipare numerosi per trascorrere insieme una piacevole giornata di festa.

FESTA DEL PICCHIO: TRA DIVERTIMENTO E IMPEGNO
Prima edizione domenica 8 giugno 2008

Programma

h. 16.00 Cibo perduto
Concezio Centini – Laboratorio sensoriale

h. 17.00 Storia di una azienda olivicola
Mariacostanza Ferrini – Dall’idea di filiera tonda all’olivicoltura sociale

h. 18.00 Libro d’Arte ed Arte del Libro
Silvana Amato – Edizioni Almenodue

h. 18.30 Un carattere sabino
Mauro Zennaro – Dalla penna di Gregorio da Catino al computer

h. 19.00 MetticiLaTesta e La strada di Alice
Giovanna Corsetti, Roberta Marcucci Rizzelli e Stefano Rizzelli – L’educazione stradale per grandi e piccini
con la partecipazione straordinaria della piccola Alice

h. 21.00 Canto a braccio in ottava rima
Paolo Santini – maestro poeta cantore

h. 21.30 Concerto
Giandomenico Anellino – chitarra
Una chitarra d’autore – Concerto per la Sabina

Sono previsti inoltre interventi dell’associazione Sabina Futura e di altre associazioni attive sul territorio, proiezioni e sorprese per grandi e piccoli.

L’evento si svolge appena fuori l’abitato di Passo Corese presso il nuovo centro pastorale parrocchiale, sulla S.R. 313, in direzione Poggio Mirteto dopo la rotatoria sul cavalcavia che porta alla stazione.

Dal sito dell’associazione è possibile accedere ad una mappa utile per raggiungere a piedi il luogo dell’evento dalla stazione della FR1 di Fara in Sabina.

L’ingresso è libero. L’associazione offrirà da mangiare e da bere.

Associazione Sabina Futura
www.sabinafutura.it

Brevi note sui partecipanti:

Concezio Centini, fornaio, pasticcere, gelatiere e cioccolatiere dalle doti originalissime e difficilmente riassumibili, coniuga saperi antichi a orizzonti gastronomici e filosofici non ancora immaginati, miscelando il tutto con la fisica, la biologia e la fisiologia. La sua cucina si fa arte e avanguardia, anche performance, che sfociano nella eat-art e in fluxus. Per renderne la complessa e unica poliedricità è bene sapere che si diletta ai massimi livelli anche come barman, pizzaiolo, cuoco, bracciante agricolo, pescatore, con le cucine tribali, le diverse interpretazioni dell’antica cucina romana, l’evoluzione mediterranea post-colombiana, il catering e la banchettistica per ogni ordine professionale, ed è specializzato per congressi di nutrizione e cerimonie che non si potranno più dimenticare.

Mariacostanza Ferrini, titolare di un’azienda biologica di 7 ettari che ospita spesso esibizioni d’arte, eventi culturali e progetti sociali, presidente dell’associazione culturale internazionale All’Ombra del Mediterraneo con sede a Perugia e nel direttivo di AIAB Umbria, è anche una autorevolissima esperta di letteratura contemporanea e cultura del Mediterraneo.

Silvana Amato, immagina, progetta e pubblica preziosi e rari libri d’arte con la sua casa editrice “Edizioni Almenodue” ed è docente del corso di Grafica presso la facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” dell’Università di Roma “La Sapienza” e del corso di Progettazione del libro d’arte nell’ambito della laurea specialistica presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone.

Mauro Zennaro, esperto di caratteri e scritture, nonché apprezzato grafico e fine calligrafo, è autore di progetti grafici e tipografici per diverse Istituzioni pubbliche e private. Insegna Progettazione grafica presso l’Istituto statale d’istruzione superiore Carlo Urbani di Roma e presso l’Università per Stranieri di Perugia. È tra i fondatori della rivista Calligrafia e nel comitato di redazione della collana di libri sulla grafica Scritture, pubblicata da Stampa Alternativa/Graffiti. Suoi lavori manoscritti e a stampa sono stati esposti in numerosi musei e biblioteche in Europa e negli Stati Uniti.

Giovanna Corsetti, Videogiornalista, ha collaborato con diverse testate giornalistiche della rai Radio Televisione Italiana, in particolare con Mixer di Giovanni Minoli, con cui oggi lavora per la “Storia siamo Noi” su RAI Educational ed ha collaborato e collabora con “Report”, di Milena Gabanelli, per RAI Tre. Produttrice e socio fondatore della Little Duck srl, ha realizzazato campagne, tra cui “MetticiLaTesta”, sulla sicurezza stradale e progetti incentrati sul sociale e sul ruolo operativo e concreto dell’informazione del servizio pubblico italiano.

Stefano Rizzelli, padre di Alice
Autore di programmi e format televisivi, collabora dagli anni ‘80, con numerose strutture della RAI Radio Televisione Italiana. Ha ideato e collaborato, in qualità di autore e capo redattore, a programmi di informazione ed intrattenimento di grande successo tra cui Mixer, Misteri, Enigma e Spedizioni.

Alice Rizzelli, anni 6, agente segreto dei Ris
Ama la cioccolata, ma solo fondente, il tonno, le noccioline, la pizza, il gelato e i Cesaroni. Protagonista della miniserie sulla sicurezza stradale “La strada di Alice”, Alice, è un’attrice nata, generosa e spontanea e il meglio sa darlo sul set e fuori con interpretazioni convincenti al punto da fare sempre come dice lei. Mamma e papà non comandano niente, ma ancora non lo hanno capito bene.

Roberta Marcucci Rizzelli, detta rizzellessa, mamma di Alice
Ministro delle finanze, comanda su tutti, tranne Alice.

Paolo Santini, è uno dei massimi esponenti dell’arte del canto a braccio in ottava rima, ha ottenuto grandi apprezzamenti e riconoscimenti tutte le volte che si è esibito in ogni parte d’Italia, facendo apprezzare ovunque questa millenaria tradizione ancora radicata nell’alta Sabina, a tal punto da oscurare la fama dei cantori toscani.

Giandomenico Anellino, presenza fissa nel programma televisivo TG2 Dossier Storie, ineguagliabile virtuoso della chitarra, è coordinatore dell’Orchestra Sinfonica Terzo Millennio diretta dal Maestro Renato Serio ed ha collaborato con Amedeo Minghi, Renato Zero, Claudio Baglioni, Adriano Celentano, Riccardo Cocciante, Gilbert Becaud, Massimo Ranieri e molti altri. Ha inoltre registrato con l’Orchestra Sinfonica Aurora “Notre Dame de Paris” il grande successo di Riccardo Cocciante con dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo. E’ autore e arrangiatore inoltre di numerose colonne sonore per la TV, il cinema e il teatro.

Deciderà il TAR del Lazio le sorti del polo industriale di Fara in Sabina: intervista all’avv. Massimiliano Bonifazi

giovedì, 5 giugno 2008

L’Associazione Sabina Futura oltre a denunciare pubblicamente l’illegittimità del Piano industriale di Passo Corese, nel Comune di Fara in Sabina, ha dato incarico all’avv. Massimiliano Bonifazi del Foro di Rieti di impugnare la delibera n. 26 del 07.03.2008 emessa dal C.d.A. del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti avente ad oggetto l’approvazione del progetto definitivo del nuovo agglomerato industriale.

Vicino all’associazione e ai suoi valori, l’avv. Bonifazi non ha esitato a scegliere di “stare dalla parte dei più deboli” per dare inizio ad una aspra battaglia giuridica.

«L’amore che mi lega alla mia terra, mi ha sempre visto scendere in campo per difendere e tutelare l’ambiente. Il piano industriale di Passo Corese, approvato dal Consorzio, oltre ad essere illegittimo sotto il profilo giuridico amministrativo è un vero e proprio “Eco mostro”, come evidenziato dai consulenti a cui l’associazione si è affidata per la redazione della perizia urbanistica».

Emerge chiaramente la passione e la verve giuridica dell’avv. Bonifazi, che unitamente all’avv. Federico Bailo, esperto di diritto amministrativo del Foro di Roma, ha redatto il ricorso al Tar Lazio per chiedere l’annullamento, previa sospensiva della delibera del Consorzio.

«La delibera impugnata ha apportato una serie di varianti al Piano Regolatore Consortile ampiamente lesive dell’interesse ad una corretta e ordinata gestione del territorio. Gestione che secondo i dettami legislativi della tutela paesaggistica e ambientale, non deve e non può essere subordinata ad interessi di singole parti o ad interessi particolari, bensì al perseguimento dei fini di una pianificazione armoniosa. La rilevanza giuridica di tali principi ci ha consentito di proteggere e restituire alla loro originaria bellezza tanta parte del nostro territorio nazionale».

L’Associazione Sabina Futura, aspetta fiduciosa l’accoglimento da parte del Tar Lazio della richiesta di sospensiva della delibera consortile, che verrà discussa a breve, stante le ragioni di urgenza e la fondatezza delle violazioni giuridiche sollevate con il ricorso.

Associazione Sabina Futura
www.sabinafutura.it

La prima Festa del Picchio: come arrivare

mercoledì, 4 giugno 2008

Domenica 8 giugno ci sarà l’happening organizzato dall’associazione, a partire dalle ore 16.00 fino a tarda sera. E’ possibile raggiungere la festa anche attraverso la linea metropolitana FR1 che domenica è servita con un trenino ogni 30 minuti. Per il rientro l’ultimo trenino che parte dalla stazione di Fara in Sabina alla volta di Roma è previsto per le 21.54.

Il tragitto a piedi dalla stazione alla festa è di appena 1.100 metri (reali), lo puoi vedere da questa mappa.

Percorso: usciti dal sottopassaggio della stazione prendere via Garibaldi (la strada di fronte) sulla destra (direzione Poggio Mirteto), proseguire salendo sul cavalcavia che scavalca la ferrovia, una volta in cima sulla rotatoria prendere la 313 verso sinistra (direzione Poggio Mirteto), dopo 300 metri siete arrivati.

Sabina Futura fa ricorso al TAR contro il progetto definitivo dell’insediamento industriale a Passo Corese

martedì, 3 giugno 2008

L’associazione Sabina Futura rende noto di aver notificato – secondo quanto previsto dalla normativa vigente – al Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti, al Comune di Fara in Sabina, al Comune di Montelibretti, alla Provincia di Rieti e alla Regione Lazio, un ricorso presso il TAR del Lazio per l’annullamento, previa sospensiva, del progetto definitivo relativo al nuovo agglomerato industriale previsto su 200 ettari di colline adiacenti il centro abitato di Passo Corese.

Alla base di tale decisione il fatto che il progetto definitivo approvato è ritenuto in totale contrasto con il piano regolatore vigente, oltre al fatto che per arrivare a tale approvazione si sono rilevate evidenti manchevolezze sul piano procedurale.

L’associazione Sabina Futura invita tutti i cittadini ad accedere al proprio sito www.sabinafutura.it per approfondire la conoscenza dell’intera vicenda, nonché le caratteristiche del progetto definitivo. Sempre sul sito è presente una timeline, cioè una cronologia che ripercorre tutti i passaggi salienti della vicenda, dalla costituzione del Consorzio del 27 settembre 1965, fino alla dichiarazione di pubblica utilità dell’insediamento industriale di Passo Corese del 7 marzo 2008.

Durante la “Festa del Picchio: tra divertimento e impegno” aperta a tutti, che l’associazione Sabina Futura realizzerà domenica 8 giugno dalle 16.00 a tarda sera a Passo Corese presso il centro pastorale parrocchiale nei pressi della rotatoria sul cavalcavia della stazione ferroviaria sulla S.R. 313, verrà proiettato e commentato nel dettaglio il progetto. Inoltre verrà mostrato anche cosa si sarebbe potuto realizzare se ci si fosse attenuti alle disposizioni vincolanti del piano regolatore vigente.

Sempre durante la festa sarà possibile firmare la petizione, a cui è già possibile aderire attraverso il sito di Sabina Futura, per chiedere che il progetto dell’area industriale di Passo Corese risponda meglio alla vocazione naturale del territorio e sia migliorato prestando maggiore attenzione alla salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente, alla riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico, alla viabilità, ai problemi del traffico e alla valorizzazione dei numerosi beni archeologici presenti nell’area.

Associazione Sabina Futura
www.sabinafutura.it

SEQUESTRATE QUATTRO DISCARICHE ABUSIVE TRA FARFA E FARA IN SABINA

giovedì, 20 marzo 2008

L’associazione Sabina Futura, a seguito di segnalazioni ricevute da alcuni cittadini, ha oggi constatato e documentato con foto e filmati che, nella giornata di mercoledì 19 marzo, la Guardia di Finanza Brigata di Poggio Mirteto ha messo sotto sequestro penale quattro discariche abusive, tutte nel territorio del Comune di Fara in Sabina.

Una delle discariche sequestrate si trova a pochi metri dal fiume Farfa, lungo la strada che dalle Piscine di Farfa conduce alla centrale dell’Enel. Durante il nostro sopralluogo odierno abbiamo scoperto, sempre nei pressi, altre due discariche non ancora accertate, una delle quali, a poche decine di metri dal corso del fiume Farfa e nei pressi del ponte a ridosso della centrale dell’Enel, che accoglie materiali altamente pericolosi come l’eternit non integro, contenente amianto.

Un’altra discarica sequestrata è proprio dietro il cimitero di Fara in Sabina, contenente grandi quantità di materiale edilizio, ivi compresi frammenti vari di eternit. A poche decine di metri, proprio all’ingresso del cimitero, abbiamo inoltre scoperto anche lì una ulteriore discarica non ancora accertata.

Gli altri due siti messi sotto sequestro si trovano uno sopra il complesso dell’ex Croce Rossa in località Bersagli e l’altro a Passo Corese, lungo la 313 sulla destra in direzione Poggio Mirteto dopo la rotatoria che insiste nei pressi del cavalcavia che porta alla Stazione.

Durante il nostro sopralluogo di oggi abbiamo rilevato una situazione estremamente preoccupante, avendo documentato almeno dieci discariche tutte immerse in un paesaggio incantevole e a ridosso di aree naturalistiche e di pregio, come la Valle del Farfa.

In questi giorni pubblicheremo sul nostro sito tutte le foto che abbiamo scattato, oltre ai filmati ivi girati. Pubblicheremo inoltre una mappa dei siti con evidenziate le coordinate geografiche per consentire a tutti di prendere conoscenza della situazione esistente.

Chiediamo inoltre ai nostri amministratori e agli organi competenti di verificare quanto esposto e di mettere in atto urgenti provvedimenti atti a difendere l’ambiente e la salute dei cittadini.

L’associazione Sabina Futura
www.sabinafutura.it

Due chiacchiere con gli autori

venerdì, 15 febbraio 2008

Locandina Lipperini preview

L’associazione Sabina Futura e la Libreria del Passo organizzano il primo evento di una nuova rassegna dal titolo Due chiacchiere con gli autori. Ad aprire la serie di incontri sarà la scrittrice Loredana Lipperini, che presenterà il suo ultimo libro Ancora dalla parte delle bambine, sabato 1° marzo alle ore 17:30 presso la Sala Parrocchiale di Passo Corese (Fara in Sabina), in piazza Santa Croce 1.

La rassegna offrirà, attraverso il contatto tra autori e pubblico, un’occasione preziosa per avvicinare chi scrive a chi legge, promuovendo così, tra giovani e meno giovani, l’importanza e la bellezza della lettura attraverso piacevoli incontri umani e culturali.

Scarica la locandina dell’evento

Come arrivare

Scheda del libro

Blog di Loredana Lipperini

Scheda dell’autrice

Libreria del Passo

La fine della Sabina inizia da Passo Corese: sabato 17 novembre cittadini in assemblea

giovedì, 15 novembre 2007

Un mare di cemento e asfalto sta per inondare la Sabina a ridosso di Passo Corese. Ben 500 ettari di verdi colline coltivate con ulivi, viti, ciliegi, grano e altro ancora, saranno la sede di un nuovo “polo logistico” e di un nuovo “centro intermodale”.

Un mega agglomerato industriale – enormi magazzini di deposito e smistamento merci, strade, ferrovie, svincoli, raccordi, grande movimento di mezzi pesanti e grande inquinamento – che temiamo non porterà alcun vantaggio per i cittadini neppure in termini occupazionali. Il tutto aggravato poi dal fatto che le aree in questione impattano direttamente sull’abitato di Passo Corese, sulla stazione ferroviaria e addirittura sul polo didattico, precludendone ogni sviluppo futuro e degradandone la vita irrimediabilmente.

Non vogliamo sostenere che il progetto non vada realizzato in assoluto, ma è bene informare che sono emerse gravi criticità e che il silenzio dell’Amministrazione lascia perplessi.

Il progetto prevede di sbancare e terrazzare un’area vastissima con costi, necessariamente, anomali. Sul fronte della viabilità e dei trasporti sono stati presi a riferimento dati vecchi (ANAS 1995 e Soc. Autostrade 1999). La situazione del traffico risulterà molto più congestionata del previsto ed il sistema viario risulterà largamente superato già appena le opere saranno pronte.

Decisamente preoccupante il quadro idrogeologico. Non sono state osservate alcune normative regionali. Lo sbarramento ed il “tombamento” di bacini e fossi, l’impermeabilizzazione di ampi spazi, la tendenza delle variazioni climatiche con lunghi periodi di siccità e nubifragi violenti, inducono a ritenere come verosimile la possibilità di un dissesto idrogeologico. Il ricorso poi alle falde freatiche per le esigenze del polo creerà problemi di approvvigionamento per i residenti.

Non meno rilevanti gli aspetti problematici della situazione geologica. Il terreno del polo logistico, ad esempio, presenta numerose cave e materiali come tufo e piroclastiti. Una volta movimentato perde le sue caratteristiche di resistenza. Le componenti granulometriche esistenti (argilla e limo) rendono poi impossibile il loro utilizzo come sottofondi. Essi non possono essere sottoposti al passaggio ripetuto di mezzi pesanti.

Sul piano dei nuovi posti di lavoro a mala pena verranno compensati quelli attuali. Intere famiglie contadine che qui risiedono ed operano dovranno cambiare mestiere (o, peggio, rimarranno disoccupate) con conseguenze negative anche per l’indotto (trasformazione olearia e casearia). Peraltro, un polo logistico e un centro intermodale si gestiscono con semplici mezzi computerizzati e con poche risorse umane.

Non parliamo poi degli aspetti paesaggistici, della flora e della fauna e della mancanza di rispetto per coloro che hanno scelto di vivere qui, nella pace e nella bellezza della natura. Spariranno intere colline con dislivelli fino a 60-70 metri e pendii del 25 %. Non vedremo più paesaggi ampi e profondi. Verrà meno anche la vegetazione dei compluvi che rappresenta l’habitat naturale di specie protette (l’upupa, l’istrice ed il tasso), destinate anch’esse a sparire.

Per informare su tutto quanto sopra e per approfondire i vari aspetti, l’Associazione Sabina Futura intende incontrare i cittadini che desiderano operare scelte consapevoli su un progetto di cosi grande rilevanza.

L’appuntamento è per sabato 17 novembre alle ore 17.00 presso la sala parrocchiale di piazza S. Croce 1 a Passo Corese.

Comunicato stampa: nasce l’associazione Sabina Futura

martedì, 5 giugno 2007

“A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire: non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani. Contribuite a rinnovarla, a migliorarla culturalmente e moralmente.”

È nata – anche per rispondere con grande senso di responsabilità e impegno civile a questo accorato appello del nostro presidente Giorgio Napolitano – l’associazione Sabina Futura.

L’associazione si è costituita a Fara in Sabina e ambisce al miglioramento della qualità della vita in tutta la Sabina, intesa come antico e vasto territorio i cui confini si estendono anche oltre quelli della provincia di Rieti. Non a caso in questa fase iniziale i soci provengono sia da Fara in Sabina che da Rieti, oltre che da altri centri della Sabina romana e reatina: si vuole superare l’eccessivo localismo associativo per creare un movimento più vasto, in grado quindi di incidere sul destino della Sabina nel prossimo futuro. Il tutto attraverso la realizzazione di progetti autonomi che siano eco-sostenibili, e attraverso azioni di stimolo e supporto verso le Amministrazioni affinché realizzino iniziative a favore della collettività.

Neonata, ma subito operosa, l’associazione Sabina Futura ha già compiuto due atti ufficiali di una certa rilevanza: le osservazioni alla valutazione dell’impatto ambientale relative al progetto preliminare per l’adeguamento a quattro corsie della SS. n. 4 Salaria e quelle relative alla realizzazione dell’agglomerato industriale in località Passo Corese, il cosidetto ASI o Polo della Logistica.

Per la Salaria l’associazione ha proposto di connettere la strada a quattro corsie direttamente alla SS. 4 dir e di adeguare in sede il tracciato, con evidenti benefici relativamente all’impatto, ai costi e ai tempi di realizzazione dell’opera. Per il Polo della Logistica invece sono state elaborate ben 23 cartelle di osservazioni, tutte concentrate in tema di ambiente e viabilità.

Presidente dell’associazione è stato eletto Paolo Campanelli, reatino residente a Fara in Sabina, che lo scorso anno fu tra i più attivi del comitato di cittadini impegnato per il miglioramento del tracciato ferroviario Rieti-Roma.