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	<title>Associazione Sabina Futura &#187; Articoli</title>
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	<description>Miglioriamo la qualità della vita in Sabina</description>
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		<title>Per S.E. il Prefetto di Rieti: Dieci domande sul polo della logistica</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 10:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gentile Prefetto, notevolmente preoccupati per ciò che sembra un lungo vuoto di rappresentanza Statale nell’area archeologica relativa al Polo della Logistica di Passo Corese, Le chiediamo: 1) Perché la dottoressa Alvino, responsabile dell’area per la Soprintendenza, dal 15 Dicembre è stata esonerata dall’incarico? E’possibile che la sua accortezza nelle indagini archeologiche e la lunghezza dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Prefetto, notevolmente preoccupati per ciò che sembra un lungo vuoto di rappresentanza Statale nell’area archeologica relativa al Polo della Logistica di Passo Corese, Le chiediamo:</p>
<p>1)      Perché la dottoressa Alvino, responsabile dell’area per la Soprintendenza, dal 15 Dicembre è stata esonerata dall’incarico? E’possibile che la sua accortezza nelle indagini archeologiche e la lunghezza dei tempi che ciò implica abbiano ostacolato le richieste di tempi veloci più volte espresse con pubbliche lamentele dai responsabili del progetto?</p>
<p>2)      Era poco efficiente? Era troppo efficiente? E’ possibile rendere pubblica la dettagliata motivazione per la quale è stata rimossa dall’incarico che ha tenuto per ben dieci anni?</p>
<p>3)      Quale funzionario del Ministero, dal 15 dicembre, sovrintende sul luogo e direttamente alle indagini e svolge quindi una relazione puntuale dei ritrovamenti? Chi rappresenta lo stato nel cantiere di Passo Corese? Ci sono o ci sono stati dei vuoti di rappresentanza statale in uno dei più grandi e più discussi cantieri italiani? Di chi è la responsabilità? Quali le conseguenze?</p>
<p>4)      Perché lo staff tecnico di archeologi e topografi che lavorava con la dott.ssa Alvino è stato esonerato dall’incarico?</p>
<p>5)      Erano poco efficienti? Erano troppo efficienti? Qual è il loro curriculum?</p>
<p>6)      Perché i lavori di scavo archeologico sono stati affidati ad una nuova società, denominata Land?</p>
<p>7)      I nuovi tecnici sono più qualificati dei precedenti? Per quale motivo? Qual è il loro curriculum?</p>
<p>8)      Oltre ai numerosi ritrovamenti già noti, tra cui una strada glareata con diverticula che va da Cures Sabini al tevere, e che blocca a metà l’espansione del Polo (<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/manifesto-asi-A4_LR.jpg">vedi foto manifesto-asi-A4</a>), è al corrente lo Stato del ritrovamento di una villa romana, ancora tutta da scavare, sulla cima della collina che sovrasta lo sfasciacarrozze?<br />
E’ al corrente lo Stato del fatto che la villa insiste proprio al centro dell’area archeologica e che questo fatto, di per sé, impedirebbe la realizzazione del progetto del Polo? (<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020549.jpg">Vedi foto P1020549: la villa è indicata sulla sommità del colle</a>)</p>
<p>9)      E’ al corrente lo Stato della presenza di un grandissimo ambiente ipogeo sotterraneo di 600 metri quadrati, dove si può stare anche in piedi, nelle vicinanze del polo della didattica? (<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020531.jpg">vedi foto P1020531, l’ipogeo è ai piedi del palo della luca sulla destra</a>).</p>
<p>10)   E’ al corrente lo Stato dell’esistenza di un grande pianoro, sopra la pompa di benzina, dove c’è una grande vasca d’acqua romana (<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020536.jpg">foto P12020536</a>) con un diametro di una decina di metri, una via glareata (<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020548.jpg">foto P1020548</a>) , vari pozzi (<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020542.jpg">foto P1020542</a>), vari ambienti (<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020537.jpg">foto P1020537</a>), in sostanza una preziosa testimonianza di un luogo adibito alla lavorazione di manufatti?</p>
<p>Le chiediamo quindi che voglia cortesemente esprimersi sui punti precedentemente elencati, che l’area Archeologica sia trattata come tale, come indicato dal PTPR della Regione Lazio, e non come una somma di beni puntuali, che non ne venga svincolata a fini costruttivi alcuna parte prima che l’intero lavoro di indagine archeologica sia concluso e che il valore e l’importanza dell’area vengano quindi valutate nella loro interezza.</p>
<p>Le chiediamo infine, cortesemente, di voler ascoltare direttamente, a proposito dell’area, le testimonianze degli illustri archeologi indipendenti che l’hanno indagata in passato, dalla Prof.ssa Maria Pia Muzzioli che all’area ha dedicato il libro “Cures Sabini” della collana Forma Italiae alla Prof.ssa Helga di Giuseppe, che all’area ha dedicato, insieme alla British School at Rome, <a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/the-sabinensis-ager-revisited-ocr.pdf">il volume “Sabinensis Ager Revisited”</a>.</p>
<p>Ringraziandola per la Sua attenzione, le inviamo i nostri più cordiali saluti.</p>
<p>Legambiente Bassa Sabina, il direttivo<br />
20 aprile 2011<br />

<a href='http://www.sabinafutura.it/2011/04/20/per-s-e-il-prefetto-di-rieti-dieci-domande-sul-polo-della-logistica/manifesto-asi-a4_lr/' title='manifesto-asi-A4_LR'><img width="150" height="150" src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/manifesto-asi-A4_LR-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="manifesto-asi-A4_LR" title="manifesto-asi-A4_LR" /></a>
<a href='http://www.sabinafutura.it/2011/04/20/per-s-e-il-prefetto-di-rieti-dieci-domande-sul-polo-della-logistica/p1020531/' title='P1020531'><img width="150" height="150" src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020531-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="P1020531" title="P1020531" /></a>
<a href='http://www.sabinafutura.it/2011/04/20/per-s-e-il-prefetto-di-rieti-dieci-domande-sul-polo-della-logistica/p1020536/' title='P1020536'><img width="150" height="150" src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020536-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="P1020536" title="P1020536" /></a>
<a href='http://www.sabinafutura.it/2011/04/20/per-s-e-il-prefetto-di-rieti-dieci-domande-sul-polo-della-logistica/p1020537/' title='P1020537'><img width="150" height="150" src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020537-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="P1020537" title="P1020537" /></a>
<a href='http://www.sabinafutura.it/2011/04/20/per-s-e-il-prefetto-di-rieti-dieci-domande-sul-polo-della-logistica/p1020542/' title='P1020542'><img width="150" height="150" src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020542-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="P1020542" title="P1020542" /></a>
<a href='http://www.sabinafutura.it/2011/04/20/per-s-e-il-prefetto-di-rieti-dieci-domande-sul-polo-della-logistica/p1020548/' title='P1020548'><img width="150" height="150" src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020548-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="P1020548" title="P1020548" /></a>
<a href='http://www.sabinafutura.it/2011/04/20/per-s-e-il-prefetto-di-rieti-dieci-domande-sul-polo-della-logistica/p1020549/' title='P1020549'><img width="150" height="150" src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/P1020549-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="P1020549" title="P1020549" /></a>
</p>
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		<title>La Sabina che non vogliamo</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 21:28:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabina Magazine, il periodico diretto da Maria Grazia Di Mario, dedica nuovamente molto spazio nel numero di aprile/giugno 2011 al Polo della Logistica di Passo Corese, in particolarmente alla variante che ha &#8220;magicamente&#8221; regalato alla società privata che gestisce l&#8217;operazione immobiliare il raddoppio della cubatura. Leggi il PDF della rivista Sabina Magazine Aprile-Giugno 2011. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabina Magazine, il periodico diretto da Maria Grazia Di Mario, dedica nuovamente molto spazio nel numero di aprile/giugno 2011 al Polo della Logistica di Passo Corese, in particolarmente alla variante che ha &#8220;magicamente&#8221; regalato alla società privata che gestisce l&#8217;operazione immobiliare il raddoppio della cubatura.</p>
<p><a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/Sabina-Magazine-Aprile-Giugno-2011.pdf"><img src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/copertina-sabina-magazine-apr-giu-2011.jpg" alt="" title="Copertina di Sabina Magazine" width="450" height="619" class="aligncenter size-full wp-image-129" /></a></p>
<p><a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/Sabina-Magazine-Aprile-Giugno-2011.pdf">Leggi il PDF della rivista Sabina Magazine Aprile-Giugno 2011.</a></p>
<p>Per motivi di spazio le ultime tre domande rivolte durante l&#8217;intervista a Paolo Campanelli sono state ridotte, eccole di seguito in originale.</p>
<p><strong>Perché?</strong><br />
«Perché chi è entrato nella Spa ha avuto meno costi di quanto previsto dal piano originario e ha ottenuto al contempo raddoppio delle cubature, quindi degli incassi, grazie alla variante. Ma c’è dell’altro: lo scandalo dell’esproprio, anche lì sono stati elargiti molti meno soldi di quanti avrebbero dovuto essere, con conseguente danno erariale». </p>
<p><strong>Si spieghi meglio!</strong><br />
«Anche in questo caso sono evidenti una serie di irregolarità, intanto, nel luglio del 2008 i terreni vengono espropriati senza che la variante sia stata approvata (lo sarà nel marzo 2009), dunque ben prima di avere il titolo per farlo e con procedura d’urgenza. C’è dunque da domandarsi quale fosse stata l’urgenza di un esproprio che precede addirittura l’approvazione! Il fatto più grave è però quello di aver espropriato al prezzo di valore agricolo terreni che, già dal 2004, erano diventati industriali edificabili; le leggi dicono che bisogna espropriare al valore di mercato della destinazione d’uso, dunque in parole povere ‘sono stati svenduti ai privati’ nonostante una rideterminazione del prezzo con alcuni espropriandi ben lontana dai valori di mercato».</p>
<p><strong>E ora che si può fare?</strong><br />
«Ci sono gravi omissioni e falsità nella documentazione pubblica, di questa affermazione mi assumo ogni responsabilità, sono cose riscontrabili oggettivamente. Ci sono elementi forti quindi per meritare un’indagine approfondita, tant’è che addirittura anche Chicco Costini reclamò tempo fa in Provincia una commissione d’inchiesta. Ai tempi prevalse ovviamente la linea di chi governa il palazzo d’oltre Velino, idea spesso sbandierata anche dal consigliere regionale Mario Perilli e dallo stesso presidente del Consorzio Andrea Ferroni, di una Consulta, ma non è stata mai istituita: non sembra quindi esserci volontà politica di fare un po’ di chiarezza, chissà perché…».</p>
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		<title>Presentazione del libro La Colata</title>
		<link>http://www.sabinafutura.it/2011/03/10/presentazione-del-libro-la-colata/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 08:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;occasione per parlare di cementificazione in Italia e fare il punto sulla più grande operazione di cementificazione in atto, quella del Polo della Logistica di Passo Corese a Fara in Sabina. Sabato 29 gennaio 2011 alle 21.00 presso la Sala Farnese di Poggio Mirteto, piazza Mario Dottori, si è svolta presentazione del libro &#8220;La colata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;occasione per parlare di cementificazione in Italia e fare il punto sulla più grande operazione di cementificazione in atto, quella del Polo della Logistica di Passo Corese a Fara in Sabina.</p>
<p>Sabato 29 gennaio 2011 alle 21.00 presso la Sala Farnese di Poggio Mirteto, piazza Mario Dottori, si è svolta presentazione del libro &#8220;La colata. Il partito del cemento che sta cancellando l&#8217;Italia e il suo futuro&#8221; di Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo, Sansa. Chiarelettere, 2010.</p>
<p>Sono intervenuti:<br />
Andrea Garibaldi (co-autore del libro) ai minuti 08:35 &#8211; 51:09<br />
Paolo Campanelli (Associazione Sabina Futura) al minuto 25:07<br />
Relatore:<br />
Guido Accascina (Ingegnere) ai minuti 00:00 25:02 49:41</p>
<p>Un ringraziamento a Paolo Lapponi, autore del video.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/HE4SKUIb2DI?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>TG3 Lazio con Buongiorno Regione sul Polo della Logistica di Passo Corese</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 17:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il servizio che il TG3 Lazio con Buongiorno Regione ha realizzato il 9 dicembre 2010 in diretta da Passo Corese relativamente al Polo della Logistica. Conduce sul posto Alfredo Di Giovampaolo. Interviene Paolo Campanelli presidente dell&#8217;associazione Sabina Futura, Lorenzo Parlati presidente di Legambiente Lazio e Vincenzo Mazzeo sindaco di Fara in Sabina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio che il TG3 Lazio con Buongiorno Regione ha realizzato il 9 dicembre 2010 in diretta da Passo Corese relativamente al Polo della Logistica. Conduce sul posto Alfredo Di Giovampaolo. Interviene Paolo Campanelli presidente dell&#8217;associazione Sabina Futura, Lorenzo Parlati presidente di Legambiente Lazio e Vincenzo Mazzeo sindaco di Fara in Sabina.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wGvjsLyQOY8?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/wGvjsLyQOY8?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Sabini giù dal trono. Da Cures al Polo Logistico di Passo Corese</title>
		<link>http://www.sabinafutura.it/2010/12/17/sabini-giu-dal-trono-da-cures-al-polo-logistico-di-passo-corese/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 23:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabina Magazine, il periodico diretto da Maria Grazia Di Mario, dedica gran parte del numero di dicembre/gennaio 2011 al Polo della Logistica di Passo Corese, soprattutto relativamente alle questioni archeologiche. Leggi il PDF dell&#8217;articolo (copertina magazine + articolo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabina Magazine, il periodico diretto da Maria Grazia Di Mario, dedica gran parte del numero di dicembre/gennaio 2011 al Polo della Logistica di Passo Corese, soprattutto relativamente alle questioni archeologiche.</p>
<p><a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/sabina-magazine-III-8-cures-polo-logistico-passo-corese.pdf"><img src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/sabina-magazine-III-8-cures-polo-logistico-passo-corese-1.jpg" alt="" title="Copertina di Sabina Magazine" width="450" height="619" class="aligncenter size-full wp-image-129" /></a></p>
<p><a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/sabina-magazine-III-8-cures-polo-logistico-passo-corese.pdf">Leggi il PDF dell&#8217;articolo (copertina magazine + articolo).</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cures: le ruspe cancellano la storia</title>
		<link>http://www.sabinafutura.it/2010/12/16/cures-le-ruspe-cancellano-la-storia/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 14:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Fatto Quotidiano dell&#8217;11 dicembre 2010 dedica una pagine a firma di Ferruccio Sansa, uno degli autori del libro La Colata, sull&#8217;operazione Polo della Logistica di Passo Corese. Leggi il PDF dell&#8217;articolo. Segue testo. MALITALIA Cures: le ruspe cancellano la storia Un enorme cantiere sulle colline di Rieti sopra ai resti dell’antica città sabina FERRUCCIO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Fatto Quotidiano dell&#8217;11 dicembre 2010 dedica una pagine a firma di Ferruccio Sansa, uno degli autori del libro <a href="http://www.anobii.com/books/La_colata/9788861901087/01ffa08e7f028f794b/">La Colata</a>, sull&#8217;operazione Polo della Logistica di Passo Corese.</p>
<p><a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/fatto-quotidiano-polo-della-logistica-11-12-2010.pdf"><img src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/fatto-quotidiano-polo-della-logistica-11-12-2010.png" alt="" title="Pagina sul Il Fatto Quotidiano del 11-12-2010" width="450" height="660" class="aligncenter size-full wp-image-125" /></a><br />
<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/fatto-quotidiano-polo-della-logistica-11-12-2010.pdf">Leggi il PDF dell&#8217;articolo.</a></p>
<p>Segue testo.</p>
<p>MALITALIA</p>
<p><strong>Cures: le ruspe cancellano la storia</strong></p>
<p>Un enorme cantiere sulle colline di Rieti sopra ai resti dell’antica città sabina</p>
<p>FERRUCCIO SANSA</p>
<p>La tutela del patrimonio archeologico all’italiana: ruspe che lavorano senza sosta per realizzare dieci milioni di metri cubi di capannoni industriali e spianano le colline dove sorgeva la città sabina di Cures. Dove basta camminare nei campi per trovare resti di antiche ville, necropoli, acquedotti e templi. Siamo a Passo Corese (Rieti), a 40 chilometri da Roma: miliardi di euro di investimento per il cantiere più grande d’Italia. Un progetto voluto da centrosinistra, centrodestra e sindacati. Tutti d’accordo, tranne i comitati degli abitanti che si vedono scomparire le colline. E gli archeologi che qui speravano di poter trovare i resti della città di Numa Pompilio e Tito Tazio, antichi re di Roma. </p>
<p>Ormai è perfino difficile immaginare la vita degli antichi sabini, con l’immenso cantiere che stravolge il paesaggio. Allora il nostro viaggio deve partire da una fotografia: ecco una cascina, quella terra chiara che ti ricorda il sole e ti dice che sei al Sud. Poi i campi segnati da solchi precisi. È un’immagine recente, ma sembrano passati secoli. Adesso vedi soltanto caterpillar. I rilievi morbidi che segnavano il paesaggio sono spariti insieme con il profumo e i rumori della campagna. Senti soltanto quelli dei motori e voci di operai.</p>
<p>È il 2000 quando il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti (un soggetto pubblico) lancia un nuovo piano regolatore consortile che prevede un Polo Logistico a Passo Corese. Sulle mappe è una grande macchia blu a due passi dal Tevere.</p>
<p>Basta sovrapporre la carta a quella tracciata dagli archeologi per accorgersi che la campagna qui è una miniera: ovunque trovi antichi cocci, resti millenari. Nel 1980 Maria Pia Muzzioli dedica a queste colline uno studio nella prestigiosa collana Forma Italiae. In pochi metri quadrati sono censiti 189 siti archeologici. Il risultato di uno studio del 2000 per la British School of Rome è ancora più sorprendente: una ricognizione superficiale rivela i resti di 13 ville. Senza contare i depositi di materiale antico e i 4 insediamenti del Paleolitico.</p>
<p>L’area è dentro al Parco archeologico</p>
<p>“È un sito ricchissimo perché la presenza dell’uomo comincia migliaia di anni fa e lascia tracce fino all’epoca romana. Qui si trovava l’antica Cures, con il suo porto sul Tevere. E forse anche le catacombe di Sant’Antimo”, è convinta l’archeologa Helga Di Giuseppe che ha lavorato con la British School. “La cosa più straordinaria – racconta Muzzioli – è, anzi era, il contesto, l’insieme, che si è mantenuto integro per migliaia di anni”.</p>
<p>Già, fino all’arrivo delle ruspe. È Paolo Campanelli (presidente dell’associazione Sabina Futura che si batte contro il progetto) a ripercorrere le tappe: “Nel 2001 un’inserzione invita le società a manifestare il loro interesse. Nel 2003… ma c’è stata una vera gara?&#8230; arriva la convenzione con l’Ati che realizza il progetto miliardario e avrà in concessione le aree per 99 anni”.</p>
<p>Intanto nel 2004 viene siglato il Piano Territoriale e Paesistico della Regione Lazio (presidente Francesco Storace): l’area dei capannoni è compresa nelle mappe delle zone a “vocazione di Parco Archeologico”. Non importa: il progetto va avanti. Ma che cosa prevede esattamente? Sembra l’Eden, a sfogliare l’opuscolo con cui gli enti locali – il comune di Fara Sabina e la Provincia di Rieti, entrambi di centrosinistra – informano i cittadini di quello che sta per accadere alla loro terra. “Il Polo logistico, la nuova risorsa di Passo Corese”, è il titolo. Poi fotografie di prati verdi, dove mamme con le carrozzine si muovono felici. Intanto nel 2009 con poche righe la Regione (guidata da Piero Marrazzo) approva una variante al piano regolatore consortile che porta la volumetria dei capannoni a quasi 10 milioni di metri cubi.</p>
<p>A confrontare le colline spianate dalle ruspe con le immagini dell’opuscolo viene qualche dubbio. Così come colpiscono al computer: “Duecento ettari di capannoni alti 15 metri, quasi l’equivalente di una città come Rieti”, raccontano all’associazione Sabina Futura. E snocciolano i dati: “Le ruspe si stanno portando via 1.400 ulivi, 3.000 viti, 3.000 alberi da frutto, cento ettari di coltivazione a foraggio e cento a grano”.</p>
<p>Non ci sono solo conseguenze sul patrimonio archeologico, ma anche sull’agricoltura. I sostenitori del progetto parlano di centinaia di nuovi posti di lavoro. Possibile, ma quanti ne sarebbero arrivati (e sono invece andati perduti) se una campagna intatta e vicina a Roma avesse investito nel turismo?</p>
<p>L’opera porterà 4 milioni di indennizzi</p>
<p>Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti dal 2004 e presidente dell’assemblea regionale del Pd Lazio, si dice “favorevole” al progetto. Racconta: “È un’area strategica con l’autostrada e la ferrovia, è naturale che il Polo nasca qui”. E le critiche di abitanti e associazioni? “Legittime, ma tardive. Il progetto è di dieci anni fa, se lo avessimo bloccato avremmo dovuto pagare milioni di risarcimento”. Ma i resti archeologici? “La Sovrintendenza finora non ha trovato nulla di straordinario”. Questa è una delle campagne più belle d’Italia, ogni weekend vengono migliaia di romani in cerca del verde… “Vero, siamo nella Val d’Orcia del Lazio…”. Ma in Toscana non costruiscono 300 ettari di capannoni… “Si può ridurre l’impatto del Polo con strutture più attente all’ambiente”.</p>
<p>Chissà. Vincenzo Mazzeo, sindaco di Fara Sabina, difende il progetto: “Frange estreme lanciano messaggi apocalittici. Il Polo porterà lavoro. Noi abbiamo preteso che fossero realizzate opere viarie e depuratori”. La sinistra anche nel Lazio è amica del cemento? “Falso, noi abbiamo stoppato il mega-progetto di un nodo intermodale delle Ferrovie”. Mazzeo, però, aggiunge: “Io non ho più l’Ici sulla prima casa, dove prendo i soldi, come risolvo i problemi? Quest’opera ci porterà quattro milioni di indennizzi”. Il sindaco, come il presidente della Provincia, spiega: “Comunque il progetto è stato avviato prima del mio arrivo”. Ammette: “Quando vedo tutta quella roba là mi si chiude il cuore… A nessuno sta a cuore la Sabina più che a me, ho investito sulla produzione dell’olio, sull’ambiente. E da oggi cambieremo e invertiremo il ciclo”. Troppo tardi, forse.</p>
<p>Affare miliardario e mattone</p>
<p>Ma chi sta dietro il cantiere miliardario? Nella società Parco della Sabina spa che realizza l’opera sono soci (con l’1% ciascuno) la Provincia di Rieti, il Comune di Fara Sabina e il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Rieti presieduto da Franco Ferroni. Ma la parte del leone l’hanno i privati: tra questi – con il 44% – la Seci che fa capo al Gruppo Maccaferri, uno dei giganti emiliani delle costruzioni. Il presidente Gaetano Maccaferri è anche stato numero uno dell’Associazione industriali di Bologna. Giuliano Montagnini, presidente della “Parco della Sabina”, siede in tante società immobiliari e miliane, a cominciare dalla Edilcoop. </p>
<p>Nel 2008, il Silp – sindacato di polizia della Cgil – parlava di “palesi tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata” proprio nella zona di Passo Corese. Spuntava il nome dei Casalesi, che hanno fatto la loro fortuna con il mattone. Anche se la camorra non c’entra con le società che realizzano il Polo,qualche cautela pare doverosa.</p>
<p>C’è anche chi teme che il Polo possa trasformarsi in una gigantesca operazione immobiliare. Avverte Campanelli: “Sono in costruzione a servizio del Polo un depuratore sufficiente per 30.000 abitanti e un campo pozzi capace di prelevare 1.300.000 litri d’acqua al giorno, cioè il fabbisogno di 25-30.000 abitanti. Non vorremmo che attraverso qualche alchimia all&#8217;italiana, come il Piano Casa della giunta Polverini o altri provvedimenti, si riuscisse a trasformare l&#8217;area in zona residenziale. Così sulle rive del Tevere potrebbe nascere una città grande come Rieti”.</p>
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		<title>Inchiesta di EcoRadio sul Polo della Logistica di Passo Corese</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 09:56:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Inchiesta di EcoRadio andata in onda il 2 dicembre 2010, contiene una intervista a Paolo Campanelli, presidente di Sabina Futura. Ascolta l&#8217;inchiesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/foto-cartello-lavori-polo1.jpg"><img src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/foto-cartello-lavori-polo1.jpg" alt="" title="Foto cartello inizio lavori del Polo della Logistica" width="450" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-121" /></a></p>
<p>
Inchiesta di <a href="http://www.ecoradio.it/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=10783&#038;Itemid=214">EcoRadio</a> andata in onda il 2 dicembre 2010, contiene una intervista a Paolo Campanelli, presidente di Sabina Futura.
</p>
<p>Ascolta l&#8217;inchiesta.</p>
<p>
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		<title>Basta una variante e via con il cemento sugli scavi della Sabina</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 11:14:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Unità dell&#8217;8 dicembre 2010 dedica ben due pagine di dossier a firma di Luca Del Fra sull&#8217;operazione Polo della Logistica di Passo Corese. Leggi il PDF dell&#8217;articolo. Segue testo. Basta una variante e via con il cemento sugli scavi della Sabina Nella zona ci sono importanti reperti e testimonianze archeologiche ma sarà teatro di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Unità dell&#8217;8 dicembre 2010 dedica ben due pagine di dossier a firma di Luca Del Fra sull&#8217;operazione Polo della Logistica di Passo Corese.<br />
<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/unita-polo-della-logistica-08-12-2010.pdf"><img src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/Schermata-2010-12-08-a-12.08.48-1024x743.png" alt="" title="Articolo sull&#039;Unità dell&#039;8 dicembre 2010" width="450" height="326" class="aligncenter size-large wp-image-104" /></a><br />
<a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/unita-polo-della-logistica-08-12-2010.pdf">Leggi il PDF dell&#8217;articolo.</a></p>
<p>Segue testo.</p>
<p><strong>Basta una variante e via con il cemento	sugli scavi della Sabina</strong></p>
<p>Nella zona ci sono importanti reperti e testimonianze archeologiche ma sarà teatro di una delle maggiori speculazioni edilizie del Lazio</p>
<p>Il dossier<br />
LUCA DEL FRA</p>
<p>ROMA<br />
Quaranta ettari di paesaggio lunare, ed è solo l’inizio. Lo scenario agghiacciante si vede anche viaggiando sulla diramazione Salaria nei pressi di Passo Corese, nel Reatino, a pochi chilometri dalla capitale: le ruspe hanno sbancato le verdi colline dove in antico sorgevano gli insediamenti prima dei Sabini e poi dei Romani di cui restano importanti testimonianze archeologiche. È lo spazio dove dovrebbe sorgere un nuovo polo logistico per 10 milioni di metri cubi di costruzioni, su un’area complessiva di 190 ettari. Secondo il Piano territoriale e paesaggistico della Regione Lazio approvato nel 2008 invece farebbe parte del sistema agrario e avrebbe vocazione di parco archeologico. Insomma un bel progetto, che oltre alla terra movimenta pesanti interessi economici, agita l’ombra di poderose speculazioni immobiliari, ed è al centro di roventi polemiche, ricorsi, interrogazioni, denunce da parte della popolazione locale, che si è riunita in una battagliera “Associazione Sabina Futura”, oltre che delle associazioni ambientaliste e delle forze politiche. Il Wwf annuncia una denuncia alla Procura della Repubblica, un finale in tribunale per un film che hanno già chiamato “Il nuovo ratto delle sabine”, non nuovo sul territorio italiano. Proviamo a vederlo insieme.</p>
<p><strong>Il progetto prende corpo</strong> alla fine degli anni 90, quando la provincia di Rieti attraversa una pesante recessione: per reagire, il Consorzio per lo sviluppo industriale di Rieti – ente pubblico – mette in campo l’idea della logistica, benché non trattandosi di attività produttiva abbia una scarsa ricaduta sull’occupazione. Il progetto è affidato, senza appalto ma per procedura cosiddetta d’interessamento, al Parco industriale della Sabina (PiS), società per azioni a capitale misto pubblico-privato, formula che consente più agevoli e disinvolte procedure, anche se il pubblico partecipa con uno striminzito 3%.</p>
<p><strong>Una prima versione</strong> del progetto è approvata dalla Regione Lazio nel 2004, giunta Storace; tuttavia nel 2008 sotto la giunta Marrazzo viene varato un nuovo Piano territoriale e paesaggistico regionale (Ptpr) che sancisce la zona come agricola a vocazione di parco archeologico. E di motivi ce ne sono in abbondanza: siamo nel cuore della Sabina, una delle culle della civiltà romana, zona di fiorenti insediamenti – se ne contano dieci strati – dove da anni studiano archeologi italiani come Maria Pia Muzzioli e la British School at Rome, tra le più prestigiose al mondo.<br />
Stranamente – si sussurra colpevolmente – nel Ptpr non si fa menzione del progetto del polo logistico, anche se dovrebbe sorgere in una zona dove abbondano siti che nelle mappe della regione risultano d’interesse archeologico. Così si arriva a una bella variante di progetto: l’area dove dovrebbe sorgere il polo è ridotta da 208 a 190 ettari, cresce invece esponenzialmente la zona edificabile: quella industriale da 3,8 a 6,9 milioni di metri cubi, con capannoni che raggiungeranno l’altezza di 15 metri – un palazzo di cinque piani–, cui vanno aggiunti servizi e artigianato, per un totale di 10 milioni di metri cubi, rispetto agli originali 6. Praticamente un raddoppio della cubatura che la Regione approva come «variante di lieve entità» nel 2009. Ed è su questo che Wwf e le altre associazioni puntano per la loro denuncia in procura.</p>
<p><strong>Intanto la Soprintendenza</strong> ai beni archeologici compie i rilevamenti con tecniche antiquate e dà il via libera ai lavori in mezzo a furiose polemiche, mentre si sospettano pressioni sui tecnici. Malgrado le interrogazioni dei Radicali in Regione e del Pd in Parlamento, le ruspe entrano in azione a novembre spianando una zona collinare da cui nei giorni di tramontana si giungeva a vedere Roma, e perfino il «cuppolone»: in fondo le autorizzazioni ci sono e «tutto è regolare».</p>
<p><strong>Restano le perplessità</strong> su un progetto inizialmente poco redditizio affidato in via “amichevole” a dei privati che si “sacrificano”, e che attraverso una “variante di lieve entità” – quasi il raddoppio della cubatura – si trasforma in appetitoso affare da centinaia di milioni di euro. Certo, potrebbero pure diventare miliardi: basterebbe riconvertire il Polo logistico in zona abitativa, procedura che oltre i finanziamenti europei consente un nuovo aumento di cubatura del 30% (per un totale di 13 milioni di metri cubi) e ben altre cifre di vendita.<br />
Non a caso Giuliano Montagnini, amministratore delegato della Sec che detiene il 48% del PiS, società costruttrice del Polo, nonché presidente del PiS stesso in una recente intervista ha mostrato un notevole interesse per lo housing sociale, in luminosa consonanza con i progetti del piano casa del presidente della Regione Lazio Renata Polverini. I palazzinari romani già scaldano i muscoli.</p>
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		<title>Attenti al pacco! La vera storia dell&#8217;area industriale di Passo Corese</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 10:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo iniziato la distribuzione di 5.000 opuscoli informativi che vogliono far luce sull&#8217;area industriale di Passo Corese: dal Piano Regolatore iniziale all&#8217;attuale progetto definitivo, che contestiamo. L&#8217;opuscolo si dipana mano a mano che lo si legge, sino ad arrivare ad una mappa dettagliata del progetto in formato A3, di modo che ciascuno possa farsi una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Scarica l'opuscolo Attenti al pacco!" href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/attenti-al-pacco-asi-passo-corese.pdf"><img class="alignnone size-full wp-image-52" title="Attenti al pacco!" src="http://www.sabinafutura.it/wp-content/copertina-piccola-volantone.gif" alt="Copertina dell\'opuscolo Attenti al pacco!" width="297" height="422" /></a></p>
<p>Abbiamo iniziato la distribuzione di 5.000 opuscoli informativi che  vogliono far luce sull&#8217;area industriale di Passo Corese: dal Piano Regolatore iniziale all&#8217;attuale progetto definitivo, che contestiamo. L&#8217;opuscolo si dipana mano a mano che lo si legge, sino ad arrivare ad una mappa dettagliata del progetto in formato A3, di modo che ciascuno possa farsi una propria idea in merito.</p>
<p>Puoi <a title="Scarica l'opuscolo Attenti al pacco!" href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/attenti-al-pacco-asi-passo-corese.pdf">scaricare qui l&#8217;opuscolo</a> in formato digitale (PDF, 8,4 MB). Segue il testo.</p>
<p><strong>ATTENTI AL PACCO!</strong></p>
<p><strong>La vera storia dell&#8217;area industriale di Passo Corese<br />
</strong></p>
<p>La vicenda relativa alla realizzazione del <strong>nucleo industriale di Passo Corese</strong> (chiamato anche ASI) è iniziata nel 2000 quando il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti ha adottato un nuovo Piano Regolatore Consortile che è poi stato approvato dalla Regione Lazio il 25-2-2004. L’area interessata <strong>ha una superficie di 200 ettari, grande più di tre volte Passo Corese</strong>, e si sviluppa lungo la S.R. 313 per Poggio Mirteto, tra il Polo Didattico e Ponticchio.</p>
<p>Il Consorzio ha affidato <strong>ad un gruppo di imprese</strong> tutta l’operazione tecnica, economica e immobiliare del nascente agglomerato industriale, dalla <strong>progettazione</strong> alla <strong>realizzazione</strong> dell’intero insediamento fino alla <strong>cessione</strong> dei lotti per 99 anni.</p>
<p>Questo <strong>gruppo di imprese</strong> ha costituito una società denominata <strong>Parco Industriale della Sabina S.p.A.</strong>, alla quale partecipano con una percentuale dell&#8217;1% ciascuna: il Comune di Fara in Sabina, la Provincia di Rieti e lo stesso Consorzio. Questa società è composta quindi <strong>per il 97% da privati</strong> e (solamente!) <strong>per il 3% da Enti pubblici</strong>&#8230;</p>
<p>Il <strong>progetto</strong> per il nuovo agglomerato, <strong>realizzato dal Parco Industriale</strong>, è stato poi approvato dal Consiglio di Amministrazione dello stesso Consorzio in data 7-3-2008, avviando così la <strong>procedura espropriativa</strong>.</p>
<p><strong>Ma cosa prevedeva esattamente il Piano Regolatore? E cosa è stato poi effettivamente riportato nel progetto definitivo del nuovo agglomerato? </strong></p>
<p>In generale un <strong>Piano Regolatore</strong> viene redatto da un <strong>Ente pubblico</strong> che, sgombro da interessi privati, <strong>fissa i parametri e vincoli a cui bisogna attenersi</strong> per sviluppare qualsiasi progetto. Nel caso particolare del <strong>Piano Regolatore Consortile per l&#8217;insediamento industriale di Passo Corese</strong> gli autori avevano previsto, oltre alle opere di urbanizzazione, <strong>una serie di soluzioni tali da ridurre l&#8217;impatto sul territorio e le ricadute sulla popolazione</strong>, avevano determinato <strong>prescrizioni di vario genere</strong> ed imposto <strong>vincoli di inedificabilità</strong> legati a problematiche del territorio.</p>
<p>Mettiamo ora a confronto le opere più significative previste nel Piano Regolatore con quelle del progetto che il Parco Industriale della Sabina S.p.A. vorrebbe realizzare a Passo Corese.</p>
<p><strong>QUELLO CHE SI SAREBBE DOVUTO FARE</strong></p>
<p>- <strong>Collegamento ferroviario</strong> tra l’ASI e la stazione di Passo Corese <strong>per ridurre l’impatto del traffico dei TIR</strong> sulla rete stradale esistente</p>
<p>- <strong>Collegamento stradale</strong> tra la S.S. 4 dir e la S.R. 313</p>
<p>- <strong>Svincoli a due livelli</strong> sulla S.R. 313 (uno presso il cavalcavia esistente della stazione, l’altro sul curvone di Ponticchio) <strong>per rendere il traffico più scorrevole</strong></p>
<p>- <strong>Viabilità interna</strong> all’ASI con <strong>aiuola spartitraffico alberata larga 50 metri</strong> per separare i due sensi di marcia, <strong>attrezzata a verde pubblico e parcheggi</strong></p>
<p>- <strong>Interramento dell&#8217;elettrodotto</strong> aereo per <strong>ridurre i suoi effetti nocivi sulla salute</strong>, dovuti all’inquinamento elettromagnetico</p>
<p>- <strong>Fascia perimetrale di rispetto</strong> lungo tutto il limite dell’ASI per <strong>ridurre l’impatto sulle aree confinanti (scuole e abitazioni) </strong></p>
<p>- <strong>Rispetto dei vincoli di inedificabilità e le prescrizioni di carattere idrogeologico</strong></p>
<p><strong>QUELLO CHE VORREBBERO FARE</strong></p>
<p>- <strong>Nessun collegamento ferroviario</strong>, tutto il traffico sarà su gomma e sulle strade esistenti</p>
<p>- <strong>Collegamento stradale</strong> tra la S.S. 4 dir e la S.R. 313 (vedi retro – per quest’opera è in corso il bando di gara per la realizzazione)</p>
<p>- <strong>Una rotatoria sulla S.R. 313</strong> (presso il cavalcavia della stazione) che provocherà <strong>seri intasamenti del traffico</strong>, dal momento che <strong>sarà percorsa da tutti i TIR dell’ASI, dagli allievi e docenti del polo didattico e della scuola materna parrocchiale, dai cittadini di Ponte Sfondato, Montopoli ecc. e dai residenti delle nuove aree di espansione di Passo Corese</strong> (Colle della Felce, zona Campo Sportivo ecc.). Tutto questo ulteriormente aggravato dalla realizzazione di un <strong>secondo incrocio con rotatoria sulla S.R. 313</strong> (nei pressi del distributore Q8 &#8211; vedi retro)</p>
<p>- <strong>Strade interne all’ASI senza spartitraffico attrezzato a verde, senza marciapiedi e a fondo cieco</strong>, cioè senza sbocco (normalmente le strade senza uscita vengono scartate dalle scelte urbanistiche delle Amministrazioni, per evitare i noti fenomeni di degrado sociale di cui spesso sono teatro)</p>
<p>- <strong>Nessuna previsione di interramento né di spostamento</strong> dell’elettrodotto aereo</p>
<p>- <strong>Nessuna fascia di rispetto perimetrale</strong>, prevista a salvaguardia delle zone confinanti</p>
<p>- <strong>Edificazione nelle aree</strong> in cui il Piano Regolatore approvato dalla Regione prevedeva <strong>vincoli di inedificabilità</strong></p>
<p>- <strong>Un campo pozzi a servizio dell’ASI tra via Grotte di Torri e via Cavalli</strong> (Grottaglie &#8211; vedi retro) con un <strong>prelievo giornaliero di circa 1.300.000 litri d’acqua</strong>, cioè l’<strong>equivalente del fabbisogno idrico giornaliero necessario a circa 26.000 abitanti</strong> (calcolando 50 litri pro capite al giorno). Questo prelievo d’acqua metterà in <strong>pericolo di secca i pozzi delle abitazioni del territorio</strong></p>
<p>- <strong>Un incremento della superficie edificabile di 270.000 metri quadrati pari a ulteriori 135.000 metri quadrati di fabbricati</strong>, rispetto ai parametri del Piano Regolatore Consortile vigente.</p>
<p><strong>COSA GUADAGNAMO </strong></p>
<p>- <strong>Posti di lavoro</strong> (non quantificabili, in quanto nei documenti e nelle varie dichiarazioni rilasciate si ritrovano numeri tra loro molto discordanti) <strong>in attività di carico e scarico merci</strong></p>
<p>- <strong>Colline completamente sbancate</strong> per far posto a <strong>mega-piazzali (anche di 7 ettari) completamente asfaltati, senza spazi verdi</strong></p>
<p>- <strong>Movimentazione di oltre 6.000.000 di metri cubi di terra</strong> (pari a una colonna di 150.000 camion lunga 3.600 chilometri), che per essere resa idonea alla realizzazione di strade e piazzali asfaltati dovrà essere <strong>mescolata con circa 1.500.000 quintali di calce</strong></p>
<p>- <strong>Chilometri di scarpate gigantesche con altezze fino a 20-25 metri (come palazzi di 7-8 piani)</strong> e che per decenni rimarranno <strong>prive di vegetazione</strong>, alcune delle quali inoltre formeranno veri e propri <strong>sbarramenti agli impluvi</strong>, precludendo così il deflusso delle acque provenienti dalle zone circostanti</p>
<p>- <strong>Costruzione di 6.000.000 di metri cubi di capannoni alti 15 metri, come palazzi di 5 piani</strong>, (l’abitato di Passo Corese conta circa 1.500.000 metri cubi di costruito)</p>
<p>- <strong>Polo didattico e centro pastorale parrocchiale completamente incastrati</strong> fra i lotti dell’ASI e <strong>senza la minima possibilità di ampliamento futuro</strong></p>
<p><strong>COSA PERDIAMO</strong></p>
<p>- Circa <strong>70 posti di lavoro certi</strong> nell&#8217;agricoltura, oltre l&#8217;indotto</p>
<p>- <strong>1.400 ulivi, 3.000 viti e 3.000 alberi da frutto</strong></p>
<p>- <strong>100 ettari</strong> di coltivazione <strong>a foraggio</strong></p>
<p>- <strong>100 ettari </strong>di coltivazione <strong>a grano </strong></p>
<p>- <strong>140 quintali di olio</strong> l’anno</p>
<p>- <strong>900 quintali di uva</strong> l’anno</p>
<p>- <strong>1.500 quintali di frutta</strong> l’anno</p>
<p>- <strong>3.300 quintali di grano</strong> l’anno</p>
<p>- <strong>120 capi di bestiame</strong> l’anno</p>
<p>- <strong>Qualità della vita</strong>: fauna, flora, aria pulita, silenzio, paesaggio</p>
<p>- <strong>Beni archeologici e storici</strong></p>
<p>La realizzazione di una <strong>zona industriale in collina, adiacente al centro abitato</strong> di Passo Corese e <strong>vicina alla stazione metropolitana</strong> extraurbana di Roma, <strong>lascia assai perplessi</strong>, ma ancor di più sconvolge <strong>il modo in cui il progetto</strong> per questo nuovo agglomerato industriale <strong>è stato pensato, progettato e approvato</strong>.</p>
<p>La <strong>preoccupazione aumenta</strong> leggendo il <strong>protocollo d’intesa</strong> che la Regione Lazio, la città di Roma, le cinque Province del Lazio e le Ferrovie hanno sottoscritto il 14 febbraio del 2006. Si è <strong>deciso infatti di realizzare</strong> a partire dal 2011, tra la <strong>stazione di Passo Corese e il Tevere</strong>, un <strong>gigantesco centro intermodale (per ulteriori 200 ettari)</strong> dove verrà spostato da Roma lo <strong>Scalo merci San Lorenzo</strong>. In questo modo tutte le merci via ferrovia destinate a Roma si attesteranno a Passo Corese, verranno scaricate e caricate su camion e TIR alla volta della capitale. Viceversa le merci che usciranno da Roma viaggeranno tutte su gomma alla volta di Passo Corese, dove verranno smistate verso le varie direttrici (Orte, Fiumicino e Frosinone).</p>
<p><strong>Cosa diventerà Passo Corese… che è la porta naturale della Sabina?</strong></p>
<p>Non dimentichiamoci che <strong>“non abbiamo ereditato il territorio dai nostri padri, ma l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli”</strong>.</p>
<p>L’<strong>Associazione Sabina Futura</strong> ritiene che questo progetto così come redatto dal Parco Industriale della Sabina S.p.A., forse risponde alle leggi della macroeconomia, ma di certo <strong>delude profondamente le attese e le aspettative</strong> dei Sabini “doc” e di tutti coloro che hanno scelto questo territorio quale luogo di dimora per l’indiscussa qualità della vita.</p>
<p>Il proverbio dice che <strong>“chi tace acconsente”</strong>…, quindi <strong>se non condividi questo progetto</strong> e pensi che i cittadini di Fara in Sabina e dei Comuni limitrofi <strong>meritino di meglio</strong>, <strong>firma la petizione</strong> per chiedere che il progetto per il nuovo nucleo industriale di Passo Corese, se deve essere fatto, <strong>risponda meglio alla vocazione naturale del territorio e sia migliorato prestando maggiore attenzione alla salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente, alla riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico, alla viabilità, ai problemi del traffico e alla valorizzazione dei numerosi beni archeologici</strong> presenti nell’area.</p>
<p>Ironia della sorte, proprio in merito alla salvaguardia del patrimonio agricolo e alla valorizzazione dei beni archeologici, la Regione Lazio ha indicato nel <strong>Piano Territoriale Paesistico Regionale</strong> (PTPR) appena pubblicato, quest’area come <strong>sistema agrario a carattere permanente</strong> e <strong>vocata a parco archeologico</strong>, fissando <strong>vincoli di rispetto di 100 metri</strong> su tutti i numerosi siti archeologici ivi contenuti. Tutto questo <strong>in forte contrasto</strong> con quanto vorrebbe fare il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti.</p>
<p><strong>SE VUOI OPPORTI AL PROGETTO INSIEME A NOI, PUOI</strong></p>
<p>- <strong>Apporre la tua firma sui moduli predisposti</strong> che troverai sul territorio presso esercizi commerciali, concittadini, associati ecc.</p>
<p>- <strong>Inviare dal tuo cellulare un messaggio sms al n. 3202043040</strong> contenente il testo 317 seguito dal tuo nome e cognome, ad es. <strong>317 Maria Rossi</strong></p>
<p>- <strong>Consultare il sito www.sabinafutura.it</strong> e aderire alla <strong>petizione telematica</strong></p>
<p>- <strong>Venirci a trovare</strong> alla <strong>Festa del Picchio: tra divertimento e impegno</strong>, domenica 8 giugno, dalle 16.00 fino a tarda sera, <strong>presso il centro pastorale parrocchiale tra le due rotatorie sulla S.R. 313</strong> (vedi retro)</p>
<p><strong>Associazione Sabina Futura</strong></p>
<p>www.sabinafutura.it</p>
<p>Passo Corese &#8211; maggio 2008</p>
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		<title>Tra i Documenti la presentazione proiettata in assemblea</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 22:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo messo subito in rete nella sezione Documenti la presentazione proiettata oggi in assemblea. Purtroppo è priva del commento, che in assemblea ha curato con un intervento a braccio il presidente Paolo Campanelli, ma vi assicuriamo che vale la pena lo stesso dare un&#8217;occhiata al documento (in molte parti è autosplicativo). L&#8217;assemblea ha visto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo messo subito in rete nella <a href="http://www.sabinafutura.it/?page_id=11" title="Vai alla sezione Documenti">sezione Documenti</a> la <a href="http://www.sabinafutura.it/wp-content/file/presentazione-17-11-2007.pdf" title="Scarica la presentazione (PDF, 17 MB)">presentazione proiettata oggi in assemblea</a>. Purtroppo è priva del commento, che in assemblea ha curato con un intervento a braccio il presidente Paolo Campanelli, ma vi assicuriamo che vale la pena lo stesso dare un&#8217;occhiata al documento (in molte parti è autosplicativo).</p>
<p>L&#8217;assemblea ha visto la partecipazione di molti cittadini, la sala era gremita. Oltre all&#8217;intervento del relatore hanno preso la parola l&#8217;avv. Simone Marini, alcuni altri iscritti all&#8217;associazione e molti cittadini. Unanime lo sgomento della popolazione davanti alle carte (progetti, foto, relazioni, dichiarazioni ufficiali ecc.) presentate dall&#8217;associazione e che non lasciano più dubbi sulla pessima qualità del progetto dell&#8217;ASI che avrà effetti devastanti e sul tentativo in atto (coperto da silenzi e depistaggi) di trasferire a Fara in Sabina il Centro Intermodale, attraverso lo spostamento dello scalo San Lorenzo di Roma, di dimensioni imponenti.</p>
<p>I cittadini, stretti intorno all&#8217;associazione, chiedono di bloccare tutti i progetti in atto attraverso iniziative dalla grande visibilità. Da domani si lavorerà per programmare le prossime iniziative, vi terremo informati attraverso questo sito e con tutti gli altri mezzi di cui possiamo disporre. A presto.</p>
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