Archivio di aprile 2011

Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti e un illecito da 3 milioni di euro

sabato, 30 aprile 2011

Ieri, durante la conferenza stampa di presentazione della lista civica Fara Virtuosa, che sostiene la candidatura a sindaco di Paolo Campanelli, è stata data lettura del paragrafo “3.5 – Frodi e illeciti nella gestione di contributi nazionali e comunitari” relativo alla relazione del Procuratore Regionale del Lazio Pasquale Iannantuono (pag. 40-41), per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 (Corte dei Conti, adunanza del 2 marzo 2011). Il paragrafo in questione è il seguente:

«Altra vicenda di indebita erogazione di fondi provenienti sia da enti pubblici nazionali – Stato e Regione – che dall’Unione europea è quella che vede il coinvolgimento del Consorzio per il Nucleo di industrializzazione di Rieti/Cittaducale. Detto soggetto pubblico ha fraudolentemente presentato una falsa documentazione attestante, anche mediante la cessione delle aree destinate alla localizzazione del Nucleo, la partecipazione dei privati in ragione almeno del 20% della spesa complessiva del progetto. Costituendo questa partecipazione un requisito fondamentale per il cofinanziamento nazionale e comunitario, in tal modo il Consorzio si è reso indebito percettore di fondi pubblici per oltre 5,823 miliardi delle vecchie lire, che non sono mai stati restituiti e che risultano distratti dalle finalità istituzionali per ignota destinazione

Non ne siamo stupiti: le associazioni e i comitati che compongono Fara Virtuosa stanno denunciando da anni le illegalità, manifeste e diffuse, che hanno portato allo scempio del territorio di Fara in Sabina perpetrate, guarda caso, proprio dal Consorzio, con il benestare della Regione Lazio e la complicità della destra e sinistra locale e provinciale, per l’operazione di speculazione immobiliare da dieci milioni di metri cubi di cemento denominata Polo della Logistica. Sappiamo ora, direttamente dalle procure, che i signori del Consorzio, durante la loro fulgida e ricca carriera, si sono dilettati in frodi da milioni di euro. Mandiamoli a casa subito, e ripristiniamo la legalità nella nostra provincia e in particolare qui a Fara, dove una sola lista ha il coraggio di opporsi a questo malaffare: Fara Virtuosa.

La relazione del Procuratore Regionale è scaricabile dal sito della Corte dei Conti.

Lo scempio della Sabina

mercoledì, 27 aprile 2011

Segnaliamo un pezzo di Marco Bombagi sul suo blog Any given Saturday, intitolato Lo scempio della Sabina:

http://marcobombagi.blogspot.com/2011/04/lo-scempio-della-sabina.html

Ottimo il corredo fotografico, tra cui una galleria (da vedersi a tutto schermo) in fondo alla pagina che mostra importanti ritrovamenti di epoca romana rinvenuti nell’area del Polo della Logistica di Passo Corese.

Per S.E. il Prefetto di Rieti: Dieci domande sul polo della logistica

mercoledì, 20 aprile 2011

Gentile Prefetto, notevolmente preoccupati per ciò che sembra un lungo vuoto di rappresentanza Statale nell’area archeologica relativa al Polo della Logistica di Passo Corese, Le chiediamo:

1) Perché la dottoressa Alvino, responsabile dell’area per la Soprintendenza, dal 15 Dicembre è stata esonerata dall’incarico? E’possibile che la sua accortezza nelle indagini archeologiche e la lunghezza dei tempi che ciò implica abbiano ostacolato le richieste di tempi veloci più volte espresse con pubbliche lamentele dai responsabili del progetto?

2) Era poco efficiente? Era troppo efficiente? E’ possibile rendere pubblica la dettagliata motivazione per la quale è stata rimossa dall’incarico che ha tenuto per ben dieci anni?

3) Quale funzionario del Ministero, dal 15 dicembre, sovrintende sul luogo e direttamente alle indagini e svolge quindi una relazione puntuale dei ritrovamenti? Chi rappresenta lo stato nel cantiere di Passo Corese? Ci sono o ci sono stati dei vuoti di rappresentanza statale in uno dei più grandi e più discussi cantieri italiani? Di chi è la responsabilità? Quali le conseguenze?

4) Perché lo staff tecnico di archeologi e topografi che lavorava con la dott.ssa Alvino è stato esonerato dall’incarico?

5) Erano poco efficienti? Erano troppo efficienti? Qual è il loro curriculum?

6) Perché i lavori di scavo archeologico sono stati affidati ad una nuova società, denominata Land?

7) I nuovi tecnici sono più qualificati dei precedenti? Per quale motivo? Qual è il loro curriculum?

8) Oltre ai numerosi ritrovamenti già noti, tra cui una strada glareata con diverticula che va da Cures Sabini al tevere, e che blocca a metà l’espansione del Polo (vedi foto manifesto-asi-A4), è al corrente lo Stato del ritrovamento di una villa romana, ancora tutta da scavare, sulla cima della collina che sovrasta lo sfasciacarrozze?
E’ al corrente lo Stato del fatto che la villa insiste proprio al centro dell’area archeologica e che questo fatto, di per sé, impedirebbe la realizzazione del progetto del Polo? (Vedi foto P1020549: la villa è indicata sulla sommità del colle)

9) E’ al corrente lo Stato della presenza di un grandissimo ambiente ipogeo sotterraneo di 600 metri quadrati, dove si può stare anche in piedi, nelle vicinanze del polo della didattica? (vedi foto P1020531, l’ipogeo è ai piedi del palo della luca sulla destra).

10) E’ al corrente lo Stato dell’esistenza di un grande pianoro, sopra la pompa di benzina, dove c’è una grande vasca d’acqua romana (foto P12020536) con un diametro di una decina di metri, una via glareata (foto P1020548) , vari pozzi (foto P1020542), vari ambienti (foto P1020537), in sostanza una preziosa testimonianza di un luogo adibito alla lavorazione di manufatti?

Le chiediamo quindi che voglia cortesemente esprimersi sui punti precedentemente elencati, che l’area Archeologica sia trattata come tale, come indicato dal PTPR della Regione Lazio, e non come una somma di beni puntuali, che non ne venga svincolata a fini costruttivi alcuna parte prima che l’intero lavoro di indagine archeologica sia concluso e che il valore e l’importanza dell’area vengano quindi valutate nella loro interezza.

Le chiediamo infine, cortesemente, di voler ascoltare direttamente, a proposito dell’area, le testimonianze degli illustri archeologi indipendenti che l’hanno indagata in passato, dalla Prof.ssa Maria Pia Muzzioli che all’area ha dedicato il libro “Cures Sabini” della collana Forma Italiae alla Prof.ssa Helga di Giuseppe, che all’area ha dedicato, insieme alla British School at Rome, il volume “Sabinensis Ager Revisited”.

Ringraziandola per la Sua attenzione, le inviamo i nostri più cordiali saluti.

Legambiente Bassa Sabina, il direttivo
20 aprile 2011

La Sabina che non vogliamo

sabato, 16 aprile 2011

Sabina Magazine, il periodico diretto da Maria Grazia Di Mario, dedica nuovamente molto spazio nel numero di aprile/giugno 2011 al Polo della Logistica di Passo Corese, in particolarmente alla variante che ha “magicamente” regalato alla società privata che gestisce l’operazione immobiliare il raddoppio della cubatura.

Leggi il PDF della rivista Sabina Magazine Aprile-Giugno 2011.

Per motivi di spazio le ultime tre domande rivolte durante l’intervista a Paolo Campanelli sono state ridotte, eccole di seguito in originale.

Perché?
«Perché chi è entrato nella Spa ha avuto meno costi di quanto previsto dal piano originario e ha ottenuto al contempo raddoppio delle cubature, quindi degli incassi, grazie alla variante. Ma c’è dell’altro: lo scandalo dell’esproprio, anche lì sono stati elargiti molti meno soldi di quanti avrebbero dovuto essere, con conseguente danno erariale».

Si spieghi meglio!
«Anche in questo caso sono evidenti una serie di irregolarità, intanto, nel luglio del 2008 i terreni vengono espropriati senza che la variante sia stata approvata (lo sarà nel marzo 2009), dunque ben prima di avere il titolo per farlo e con procedura d’urgenza. C’è dunque da domandarsi quale fosse stata l’urgenza di un esproprio che precede addirittura l’approvazione! Il fatto più grave è però quello di aver espropriato al prezzo di valore agricolo terreni che, già dal 2004, erano diventati industriali edificabili; le leggi dicono che bisogna espropriare al valore di mercato della destinazione d’uso, dunque in parole povere ‘sono stati svenduti ai privati’ nonostante una rideterminazione del prezzo con alcuni espropriandi ben lontana dai valori di mercato».

E ora che si può fare?
«Ci sono gravi omissioni e falsità nella documentazione pubblica, di questa affermazione mi assumo ogni responsabilità, sono cose riscontrabili oggettivamente. Ci sono elementi forti quindi per meritare un’indagine approfondita, tant’è che addirittura anche Chicco Costini reclamò tempo fa in Provincia una commissione d’inchiesta. Ai tempi prevalse ovviamente la linea di chi governa il palazzo d’oltre Velino, idea spesso sbandierata anche dal consigliere regionale Mario Perilli e dallo stesso presidente del Consorzio Andrea Ferroni, di una Consulta, ma non è stata mai istituita: non sembra quindi esserci volontà politica di fare un po’ di chiarezza, chissà perché…».